Le tecniche per misurare lo stress nelle persone

Esiste un metodo scientifico per misurare lo stress? Ecco alcuni valori di riferimento che possono dirti quanto sei stressato.

Oggi non è raro che i medici cataloghino delle sintomatologie precise come stress. In altri casi accade proprio il contrario: si attribuisce a una condizione quella che invece è una conseguenza da troppo stress.

Tipici sintomi sono:

  • Dolori localizzati al capo, con fitte anche intense o lievi dolori persistenti, come di pesantezza;
  • Dolori al petto spesso scambiati per qualcosa di più grave, dal diaframma allo stomaco;
  • Problemi di natura digestiva: nausea, vomito, senso di costipazione;
  • Dolori di natura muscolare o articolare;
  • Sonnolenza e stanchezza diffusa, quasi continua;
  • Problemi di concentrazione e di memoria;
  • Problemi di natura sessuale come impotenza e calo del desiderio (anche nelle donne);
  • Sbalzi nella pressione sanguigna, battito cardiaco più alto del normale;

Uno stress cronico e prolungato può portare a un cambiamento di abitudini: fumare o bere di più, dormire troppo (e male), evitare di uscire, abusare di droghe. Al contempo si può perdere l'appetito o la voglia di fare movimento.

I sintomi elencati possono coesistere e possono essere attribuiti allo stress in mancanza di una causa fisiologica scatenante, quando ad escluderla sono stati gli esami strumentali. Eppure, anche se non è noto, esistono dei valori misurabili che possono dirci, in laboratorio, quanto stress hai.

Le analisi per vedere quanto sei stressato

Colesterolo, glicemia, ferro: siamo abituati a misurare il livello di queste sostanze all’interno del nostro organismo attraverso dei semplici esami che ci prescrive il nostro medico curante.

Anche lo stress può essere rilevato attraverso degli specifici esami da laboratorio.

Prima di tutto, il dosaggio ematico del cortisolo, l’ormone prodotto dalle ghiandole surrenali e coinvolto nella risposta da stress.

Il valore ottimale è tra i 15 e 18 mcg/dl in un prelievo mattutino a digiuno. Anche l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability o HRV) ci offre delle indicazioni sul proprio livello di stress: una frequenza ridotta corrisponde a un maggiore stress. La condizione di stress si misura anche con un parametro semplice come la pressione arteriosa: valori superiori a 115/70 mmHg possono essere indicativi di una situazione di stress cronico.

La tecnica del biofeedback, attraverso cui è possibile studiare l’interazione tra mente e corpo, permette di avere un quadro più completo sulla propria condizione di stress attraverso la rivelazione di determinati parametri come il ritmo del respiro, la temperatura cutanea, le onde cerebrali e l’attività elettrica delle pelle e dei muscoli.

Infine, esistono dei test attitudinali e di valutazione che non misurano il meccanismo biologico dello stress ma la percezione soggettiva che ne ha il paziente come nella scala per lo stress percepito (Perceived Stress Scale o PSS) sviluppata da Sheldon Cohen.

Questi questionari hanno l'obiettivo di verificare la percezione dello stress in un ambito sociale, comparando i risultati e definendoli in una scala che va da stress basso a stress elevato.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2008, autore di 11 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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