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Come superare la frustrazione

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"Ma perché capitano tutte a me!", "non doveva andare così", "mi meritavo di più", sono frasi che tutti abbiamo detto o perlomeno pensato qualche volta nel corso della nostra vita.

Tutti noi infatti ci scontriamo spesso con la frustrazione, fin da piccoli quando iniziamo a percepire che il mondo non sempre si comporta come fa comodo a noi e per questo facciamo i capricci. Sembra anzi che rabbia e frustrazione vadano di pari passo.

Pur essendo una condizione molto comune della frustrazione non si parla molto, forse perché è qualcosa che ci spaventa e da cui non sappiamo bene come uscire. A nessuno piace ammettere di sentirsi battuti e insoddisfatti, e spesso nascondiamo la frustrazione dietro una lamentela ripetuta o con una fuga.

Cosa è la frustrazione

La parola frustrazione significa letteralmente delusione e rappresenta una condizione psicologica che si crea di fronte ad una qualche forma di opposizione alla soddisfazione dei nostri bisogni.

La frustrazione si associa alla rabbia, ai comportamenti aggressivi e perfino alla violenza e può avere origine interna o esterna. Nel primo caso si tratta dell'incapacità di realizzare qualcosa per un mancanza di risorse; nel secondo dell'impossibilità di raggiungere qualcosa per la percezione della presenza di ostacoli insormontabili.

La frustrazione può essere poi episodica e specifica, ossia legata a precise problematiche della nostra vita oppure permanente e generalizzata quando invece tocca la nostra esistenza nel suo complesso.

Ognuno di noi ha un diverso grado di tolleranza alla frustrazione e da questo dipende anche la nostra propensione ad apprendere dagli errori commessi, ad accettare serenamente una sconfitta e ad accogliere con coraggio sfide importanti. Più propensi siamo a cadere in frustrazione e meno capaci saremo di continuare a crescere.

Percepire un grado più elevato di frustrazione nella vita ha anche a che fare con quanto consideriamo il nostro modo di vedere il mondo come il migliore e il più corretto. Tanto più la nostra visione del mondo è rigida e tanto più facile sarà incontrare degli ostacoli.

Quando nasce la frustrazione

La frustrazione subentra per problemi concreti, come detto. L'ostacolo al bisogno o al desiderio di realizzare qualcosa, ha un riferimento alla vita di tutti i giorni. Spesso le persone denunciano:

  • Frustrazione a scuola o all'università
  • Frustrazione a lavoro
  • Con la persona amata
  • Frustrazione nei bambini in età scolare
  • Frustrazione affettiva in famiglia e oltre
  • In coppia, con le donne, con gli uomini o con gli amici

Cosa comporta questo stato

Se vieni da periodi di forte frustrazione a livello emotivo è possibile che ti senta bloccato, in preda allo stress con ricadute fisiche come nervosismo e ansia, rabbia e difficoltà nel prendere sonno o mantenere gli impegni.

A lungo andare queste condizioni si aggravano più che altro perché non riesci a prendere decisioni razionali, che abbiano dei risvolti positivi nella tua vita. Hai una sensazione di girare a vuoto. 

Accettare la frustrazione o combatterla?

La frustrazione nasce quindi da una mancata soddisfazione dei propri bisogni profondi, ma poi diventa essa stessa l'ostacolo principale alla nostra realizzazione e crescita personale e quindi alla soddisfazione dei bisogni e dei desideri. È come un cavo che si intreccia in più nodi.

Il vero dubbio a questo punto è: di fronte a certe situazioni conclamate, ad esempio a lavoro, in famiglia, nelle relazioni sociali, è giusto accettare un pur minimo grado di frustrazione o devi combatterla?

Esiste un livello accettabile di scontentezza con la quale puoi vivere oppure devi lavorare per eliminare tutto?

Probabilmente dipende dai casi.

Purtroppo le situazioni irrisolte portano solo complicazioni, vale dal punto di vista medico e da quello psicologico. Se poi lo sconto da pagare è un maggiore stress, allora dovrai mettere in conto tutti i problemi che possono nascere da una gestione irrisolta.

Gestire la frustrazione: alcune tecniche

1. Rilassare l'organismo

Quando sei sotto stress le reazioni negative si amplificano. Per il corpo stress equivale a pericolo e questo a sua volta si traduce in attacco o fuga. È difficile produrre delle soluzioni creative ai tuoi problemi quando lo stress domina la tua mente.

È perfino difficile vedere con chiarezza i problemi, riconoscerli e comprenderli.

Si vive in una sorta di nebbia da cui diventa complicato uscire. Il primo passo quindi, anche per imparare a gestire la frustrazione, è riuscire a rilassarsi.

Prova ad iniziare a meditare o ad imparare qualche tecnica di rilassamento. Ritagliati del tempo per te stesso o anche semplicemente fai qualcosa che ti diverte, ma trova un modo efficace per gestire i tuoi livelli di stress.

2. Usa la meditazione, il training autogeno, la respirazione

L'importanza della meditazione, nel mondo occidentale, è spesso sottostimata perché la si ritiene una pratica esotica, di importazione, antica.

Ma in verità c'è una vasta letteratura scientifica a supporto della sua utilità. Il vantaggio è che una volta che hai imparato le tecniche di meditazione, puoi farlo tranquillamente da casa.

E se il tuo problema è gestire persone che hanno fatto della rabbia e della frustrazione il loro marchio di fabbrica, puoi senz'altro invitarle a meditare con te.

Anche la respirazione controllata gioca un ruolo fondamentale: abbassare la frequenza di respirazione ha conseguenze positive sul corpo e sulla mente. Respirare con una cadenza controllata consente di gestire meglio la frustrazione e la rabbia che spesso ne scaturisce.

Il training autogeno è una tecnica che può aiutarti nel ritrovare calma, serenità e soprattutto capacità di giudizio.

Un freno alla rabbia istantanea che potrebbe farti prendere decisioni di cui pentirti, capace di alleviare lo stress che spesso provoca veri e propri sintomi fisici.

Esso viene utilizzato dagli psicoterapeuti per indurre dei cambiamenti a livelli cognitivo, profondo, allo scopo di generare calma e rilassamento in diverse parti del corpo.

3. Riconoscere la frustrazione

A volte dietro il nervosismo, l'irritabilità o l'aggressività si nasconde una frustrazione non riconosciuta. Quando qualcosa non va come ti aspetti, prova ad analizzare obiettivamente la situazione.

Magari prendi carta e penna e scrivi quello che pensi, cercando di sfogare nel foglio la rabbia che percepisci.

Nel ragionare sulla situazione, adotta una visione dall'alto, non perderti nei dettagli, ma prova davvero a chiederti se il mondo intero è contro di te o se quell'ostacolo che vedi davanti a te è solo lì per insegnarti qualcosa che ti stai rifiutando di apprendere.

4. Sviluppare le soluzioni

La tendenza di tutti noi è di soffermarci sui problemi piuttosto che di sviluppare le soluzioni. Così facendo si entra nella parte della vittima che produce lamentele invece di creare strategie. Per evitare questa forma così diffusa di auto-sabotaggio occorre spostare la propria attenzione dal problema all'alternativa, dall'ostacolo alla soluzione.

Chiediti in particolare cosa vorresti che fosse diverso e come realizzarlo in concreto.

Per fare questo devi prima di tutto avere ben chiaro cosa è sotto il tuo diretto controllo e cosa non lo è e, ovviamente, concentrarti su quello che puoi controllare. I tuoi pensieri e le tue reazioni sono le cose che puoi imparare a controllare meglio.

Percepire di tanto in tanto frustrazione è del tutto fisiologico.

A volte però questa condizione psicologica diventa troppo frequente e scende in profondità nell'animo di una persona fino a dominarne completamente la vita. In questo caso la frustrazione influenzerà i tuoi comportamenti in negativo e la qualità della tua vita e di chi ti sta intorno.

Per affrontare il problema occorre smettere di sperare che tutto vada sempre come vogliamo e sviluppare le risorse per affrontare e superare gli ostacoli che ci si presentano davanti.

Puoi cambiare la tua vita in meglio affrontando i problemi nella loro dimensione reale, cercando di capire dove puoi intervenire.

È anche possibile che metà di questi dipenda dal modo in cui conduci la tua vita, cioè siano delle spiacevoli conseguenze di uno stile di vita errato, che non pone te al centro. Non devi essere egoista, anzi, gratitudine e altruismo hanno effetti benefici.

Ma ciò che voglio dirti è che spesso non poni te al centro come motore di cambiamento, cioè come persona effettivamente in grado di dare una svolta.

Invece spesso, partendo dal riconoscimento che non puoi controllare tutto, muovendoti a piccoli passi, puoi ottenere grandi traguardi.

E in questa caso sentirai venire meno la frustrazione.

AVVIA IL CAMBIAMENTO!



 

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