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Star Bene Davvero

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Cosa vuol dire, oggi, star bene? Può essere davvero sufficiente mettersi a dieta, iniziare a correre, iscriversi a un corso in palestra? E perché quasi tutti i nostri buoni propositi in termini di salute e benessere sembrano destinati a naufragare? La verità è che la complessità della vita contemporanea e gli elevati livelli di stress che l’accompagnano azionano in noi comportamenti che contrastano profondamente con quello che sappiamo esser giusto e necessario. Presi a rincorrere l’illusione di gratificazioni intense quanto effimere, finiamo per considerare il nostro benessere come uno dei tanti accessori da mettere nel nostro guardaroba, per poi dimenticarcene. E invece star bene, e star bene al mondo, è al tempo stesso la ragione e lo scopo del nostro vivere.

Dal 6 maggio potete trovare nelle librerie il mio nuovo libro “Star Bene Davvero”, un libro diverso, che non si ferma ai sintomi e alla ricette più o meno corrette per tamponarli, ma che indaga in modo articolato sulle cause profonde di uno squilibrio che, ben prima di essere fisico, è mentale ed emotivo.

Non solo alimentazione, non solo integratori e bellezza, non solo esercizio e rilassamento, ma un compendio per fondere tutto ciò in un programma pratico ed efficace che diventi il cardine della nostra esistenza. Per arrivare a vivere davvero il benessere occorre avere il coraggio di analizzarsi un po’ più a fondo, di capire cosa ci frena, di non fermarsi alle soluzioni illusorie e di non credere a chi dice che, senza sforzo, possiamo cambiare in meglio tutta la nostra vita. La verità è semmai, al contrario, che dobbiamo trovare la motivazione per cambiare e la forza per affrontare la fatica che il cambiamento inevitabilmente implica, perché nulla si ottiene facilmente tanto meno la felicità e la salute. E proprio attorno allo sforzo e alla motivazione ruotano molte parti del libro visto che è a quel livello che i più si perdono e falliscono.

Ma attenzione, non si tratta solo di un nostro problema come individui. Si tratta di una difficoltà di tipo sociale, legata al modello di vita che ci siamo costruiti nel mondo occidentale e destinato a continuare ad accompagnarci nel prossimo futuro. Per questo è fondamentale adottare un piano di contromisure, un sistema personale di protezione, creato secondo le proprie esigenze e preferenze e in grado di ridurre i danni causati da uno stile di vita apparentemente comodo ma alla lunga logorante.

Non a caso oggi si parla di ipervigilanza e iposoddisfazione come di due condizioni psicofisiche in grado di minare la nostra salute e la nostra felicità sia a livello individuale che sociale. Siamo sempre troppo vigili, tesi e stimolati da mille fattori esterni come i rumori, la folla, il traffico, la pubblicità, le cattive notizie, gli impegni, tutti fattori che inducono uno stato di stress cronico. Allo stesso tempo la società moderna ci impone degli obiettivi di vita spesso eccessivi, dei criteri di giudizio alterati che portano troppe persone ad essere cronicamente insoddisfatte, sempre alla ricerca di stimoli esterni piuttosto che di armonia interiore. E così, per fare un esempio, si finisce con il mangiare o il bere in eccesso per calmarsi e per nutrire i propri vuoti più che per sfamare l’organismo.

Non sarà facile uscire come società da questa situazione. Ma una cosa è certa, se continuiamo a fare finta che la soluzione a tutti i problemi stia nella nuova dieta, nel prossimo attrezzo ginnico, in un piatto di broccoli in più o in meno, saremo sempre fuori strada. Non che tutto questo sia inutile. Anzi è un punto di partenza fondamentale ma dobbiamo andare oltre. Finché non coinvolgeremo la sfera psichica ed emotiva fino a quando non avremo il coraggio di farci delle domande che a volte possono essere molto scomode, non troveremo la nostra personale strada verso una maggior felicità e salute. Si dice che le persone vincenti eliminano i loro problemi prima che siano i problemi ad eliminare loro.

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