Ritrovare autostima ed entusiasmo nella vita

A volte nella vita capita di perdere l’autostima. Una storia d’amore che finisce male, una delusione lavorativa, un amico che ci tradisce o un trasferimento in un nuovo ambiente possono incidere negativamente sulla stima in noi stessi e quindi sulla qualità della nostra vita.

Abbiamo la tendenza a ritenere le caratteristiche personali come un qualcosa di acquisito e stabile e per questo siamo poco preparati a tollerare le fluttuazioni nell’autostima che derivano dalle esperienze che viviamo nel corso della vita.

Ma è importante capire che così come l’autostima può svanire essa può essere aumentata un passo per volta. Se la tua autostima ti ha abbandonato, segui i consigli in questo articolo per recuperarla.

La definizione di autostima: cosa significa

L’autostima viene definita come la considerazione che una persona ha del proprio valore, l’insieme di attitudini che sviluppiamo nei confronti di noi stessi nel corso della vita.

Si tratta di una caratteristica che emerge sulla base delle esperienze che affrontiamo ed in particolare tramite l’interazione con gli altri.

L’autostima ha ben poco di innato e dipende molto da chi ci circonda nelle prima fasi della nostra vita.

Bastano piccoli commenti negativi, valutazioni che ci fanno sentire poco capaci e il tarlo della scarsa autostima inizierà a rodere le fondamenta della nostra personalità.

L’autostima coincide con la sicurezza in sé, con la capacità di prendere decisioni, con il non rimandare davanti alle sfide della vita. Il contrario dell’autostima è quindi l’insicurezza, la chiusura, la timidezza eccessiva e a volte persino il disprezzo nei propri confronti.

L’autostima quando si forma

L’autostima si forma con le esperienze di successo, con le piccole grandi sfide superate, con la pacca sulle spalle dell’amico che ti dice che sei stato bravo. Il livello di autostima ha molto a che fare con il rapporto che il bambino ha con i genitori, con quanto sostegno riceve da essi piuttosto che giudizi e rimproveri.

Per creare autostima non è necessario eliminare qualsiasi forma di critica ma piuttosto trasformarla in un feedback costruttivo con cui la persona può crescere e non semplicemente un commento che ferisce.

L’autostima dipende anche dal rapporto con il proprio corpo, in particolare nelle adolescenti bombardate da modelli fisici spesso irraggiungibili.

Poi ovviamente contano i rapporti con i compagni di scuola che a volte finiscono con creare dei traumi che stentano a rimarginarsi e con i colleghi al lavoro.

Un’altra sfera della vita che può contribuire a far crescere o a ridurre l’autostima sono i rapporti amorosi: un amore forte ci fa crescere, mentre un rapporto che finisce ci lascia in balia dei dubbi e a volte della solitudine.

Un livello forte di autostima contribuisce anche a creare una sorta di cuscinetto su cui atterrare nei momenti difficili.

Ovviamente l’autostima risente degli episodi negativi ma può anche contribuire in modo decisivo a farceli superare.

Come aumentare l'autostima e ritrovare se stessi

Come per molte caratteristiche della psicologia umana, l’autostima si può perdere ma anche ricostruire.

La cosa fondamentale è riconoscere ciò che è accaduto e prenderlo come uno spunto per rafforzarsi invece che come una scusa per piangersi addosso.

Tutto parte dall’assumersi la responsabilità dell’accaduto e l’onere del cambiamento necessario per andare oltre. Senza questa presa di posizione si rimane fermi e con il tempo l’autostima si ridurrà sempre di più.

Occorre agire!

Proviamo a fare qualche esempio concreto:

- Bambini trasferiti in altre città: i bambini che cambiano ambiente si trovano a doversi inserire in un nuovo contesto e questo crea spesso delle insicurezze. Devono rimettersi in gioco e il supporto dei genitori nelle fasi iniziali è fondamentale. In questi casi occorre facilitare il contatto con gli altri bambini per esempio invitandoli a casa, organizzando una gita assieme, partecipando ad attività svolte a scuola. Quello che si vuole fare percepire al bambino è che anche il nuovo ambiente è sicuro e che non c’è nulla da temere.

- Moglie lasciata dal marito / marito lasciato da moglie: in questi casi è importante non sentire il peso dell’essere inadeguati, non colpevolizzarsi e non precludersi la possibilità di nuovi incontri. Le cose da evitare sono l’isolamento e la solitudine.

Occorre uscire, partecipare ad eventi con amici, incontrare persone nuove e magari cambiare rete sociale iscrivendosi a qualche nuovo corso, ad una nuova palestra o dando libero sfogo ad un hobby che magari era stato messo in disparte.

- Ragazzo escluso dal gruppo: per i ragazzi essere membri di un gruppo è molto importante. Sentirsi rifiutati ed essere isolati può rappresentare un grosso trauma.

La cosa da evitare anche in questo caso è trasformare un singolo rifiuto in un giudizio negativo assoluto su se stessi. Il primo passo pratico è cambiare giro, trovare un altro gruppo e non rimanere emotivamente legati al vecchio.

Lo sport può essere molto utile in questo senso non solo come svago ma anche come ambiente in cui immergersi.

- Uomo / donna delusi dal lavoro: spesso investiamo grandi aspettative nel lavoro e desideriamo essere riconosciuto per questo.

Quando ciò non accade viviamo la frustrazione di aver speso tante energie per nulla e la delusione incide negativamente sui livelli di autostima.

In questi casi è necessario reagire immergendosi subito in un nuovo progetto ma anche ridimensionare le aspettative capendo che le cose le dobbiamo fare prima di tutto per noi stessi e non per ottenere il riconoscimento altrui.

Conosco tantissime persone che mi hanno raccontato la loro storia, fatta in pratica di grande entusiasmo iniziale soppiantato quasi subito da una forma di disinteresse misto a frustrazione, seguito dall'immancabile rassegnazione. Segue l'inevitabile corollario del rimorso, del senso di colpa, dell'analisi della propria autostima. 

Quando va così, e credimi, tende ad andare così nella maggior parte dei casi, si dà la colpa alla mancanza di motivazione, di autostima o di forza di volontà. Ma alla radice è davvero così? E come puoi per superare questa impasse e trovare un carburante del cambiamento che magari sia meno esplosivo, ma più duraturo?

In definitiva, come poter attuare un cambiamento reale, una crescita, una realizzazione completa senza doverti preoccupare di avere la motivazione e l'autostima per farlo?

Esercizi per aumentare l’autostima

Esistono poi delle azioni che possono agevolare in tutti i casi in cui l’autostima è stata ridimensionata:

  1. Iniziare a fare sport e in particolare andare in palestra: aiuta sia perché il miglioramento del corpo agevola la stima in sé stessi ma anche perché la produzione di neurotrasmettitori indotta dall’attività fisica alza il tono dell’umore.
  2. Corsi di formazione o percorsi di crescita personale: nei momenti di difficoltà acquisire strumenti migliori per affrontare la propria realtà può contribuire in modo decisivo a rafforzare l’autostima.
  3. Viaggiare: cambiare ambiente e vivere esperienze nuove e diverse può aiutare a superare un momento di difficoltà e a ripristinare livelli adeguati di autostima.
  4. Fare volontariato: dedicarsi agli altri è un’arma potente per alzare l’autostima e percepire in modo genuino di essere apprezzati.

Letture consigliate sull’autostima

La lettura rimane uno dei modo più efficaci per comprendere la propria situazione e dotarsi degli strumenti necessari per superare gli ostacoli che si hanno davanti.

Nel caso di una perdita di autostima ci sono molti libri che possono essere utili. Due che consiglio sono I sei pilastri dell’autostima di Nathalien Branden, Psicotrappole del mio amico Giorgio Nardone e il mio Vivere a Pieno.

Cambiare nel tempo, raggiungendo gli obiettivi

Può capitare davvero a chiunque di cadere e di trovarsi improvvisamente a dover gestire un crollo della propria autostima.

Come ripeto spesso, il cambiamento funziona meglio se riesci a distinguerne le fasi e sai interpretare quello che stai facendo all'interno di una cornice molto ampia.

Se ti dai obiettivi troppo ambiziosi, finirai per pensare agli stessi in modo ossessivo o ripetitivo, ma senza fare mai nulla per avvicinarti. La fase dei sogni a occhi aperti contrasta un po' con la realizzazione soprattutto quando hai oltrepassato la fase giovanile.

Facciamo un esempio molto popolare: mettiamo il caso che tu voglia guadagnare un milione di euro. Lo scrivo perché in tanti individuano erroneamente la crescita personale con un aumento del proprio conto in banca.

Stiamo al gioco.

A meno di non vincere alla lotteria, dovrai guadagnare di più e spendere di meno per raggiungere quel risultato, pianificando un certo ricavo nel tempo. Guadagnare di più e spendere meno si concretizza in azioni specifiche: ad esempio trovare più clienti, portare a termine un contratto, tagliare una spesa ricorrente, fare un secondo lavoro, ottenere una promozione et cet.

Devi, insomma, passare attraverso una sequenza di azioni che dovrai sostenere nel tempo. Quindi l'obiettivo reale che ti devi porre è quello di sostenere queste azioni, concentrandoti su di esse e lasciando perdere, per adesso, l'obiettivo finale.

Il trucco è creare degli automatismi. Se crei un automatismo che facilita la riduzione delle spese, nel caso del desiderio di guadagnare di più, allora sei molto più vicino al traguardo finale. E sei più vicino non perché stai risparmiando di più, ma perché hai creato un automatismo che ti consente di farlo. 

Quindi, il processo che hai messo in moto alla fine è più importante dell'obiettivo che hai in mente, perché il fatto stesso di metterlo in moto genera motivazione, forza di volontà, autostima.

Da cosa dipende dunque la motivazione? 

Quando inizi un percorso di crescita personale ti rendi conto che non dipende dalle frasi motivazionali in senso stretto (che possono aiutarti a creare una cornice di credenze), ma dalle credenze che si stanno formando in te, amplificate dai successi intermedi che raggiungi.

È come se un ciclista, durante il Giro d'Italia, prestazione dopo prestazione, si rendesse conto a un certo momento che può davvero vincere la corsa. Allora aumenta la sua determinazione, la spinta, la tenacia, la resilienza. È così anche negli obiettivi che ti dai. Uso le metafore dello sport perché anche nella vita quotidiana devi migliorare la tua prestazione.

È molto importante andare oltre questo punto, cioè non accontentarsi. Se la motivazione e l'autostima non crescono dopo aver raggiunto dei traguardi intermedi, vuol dire che sei troppo critico con te stesso, sei troppo perfezionista, troppo ancorato a schemi mentali del passato, che tendono ad appesantire la tua capacità di giudizio. E in più è probabile che dia troppa importanza alle cose che non puoi cambiare, sottovalutando quelle che stai già cambiando con dei piccoli interventi.

Acquisire autostima e sicurezza nel tempo

Gestire le fasi del cambiamento significa anche apprezzare il percorso intermedio e seminarlo di micro-obiettivi. Il segreto a questo punto è costellare la tua giornata di micro-obiettivi facilmente raggiungibili, che ti porteranno lontano.

Mantenendo l'esempio di sopra: devi risparmiare perché vuoi raggiungere una certa cifra magari per fare una vacanza con tutta la famiglia. Ovvio che il passaggio del controllo della spesa è obbligato. Dopo aver analizzato al meglio le aree dove sprechi più soldi, intervieni.

Se ogni giorno bevi 4 caffè al bar perché ti senti meno attivo, non hai sufficiente energia, io dico: migliora la tua nutrizione (ad esempio più proteica al mattino), ma elimina anche un caffè. Fai esercizio fisico e poi elimina un altro caffè. Stai bilanciando la tua vita acquisendo energia e informazioni indispensabili e stai ottenendo risultati attraverso semplici micro-obiettivi.

La vera chiave del cambiamento è che appunto lo stai interpretando, ti stai dando il tempo di capire quando spingere di più (esempio: aumentare il carico di lavoro in palestra, eliminare altre 100 calorie, togliere un caffè, fare un task in più al giorno, esprimere più gratitudine, aumentare la tua capacità di ascolto et cet...), in questo modo ti assicuri di non fare mai un passo più lungo della tua gamba e soprattutto - voglio sottolinearlo - apprezzi di più la strada che hai fatto.

E qual è il vantaggio dell'apprezzamento del percorso?

Che tutti i discorsi sulla tua mancanza di autostima, di motivazione e di forza di volontà saranno smentiti dai fatti.

Stai migliorando! Sei più motivato! Hai autostima!

Ti sembra di poter fare di più.

Perché sono i risultati che ottieni, piccoli, ma costanti, a modificare il tuo stesso sistema di pensieri immettendoli nel binario giusto, più produttivo, più appagante.

Un altro effetto positivo a cascata è che inizierai a piacerti di più. E questa convinzione potrebbe fare miracoli, perché acquisire la fiducia nei propri mezzi è in grado di buttare giù dei muri.

Troverai sulla tua strada persone disposte ad aiutarti e tu ne aiuterai per parte tua.

Alla fine del lungo viaggio che hai intrapreso, scoprirai che sei cambiato e che quel carattere demotivato, pigro, sfiduciato è totalmente scomparso e lo avrai fatto acquisendo autostima e motivazione durante il percorso. Quindi non fossilizzarti sulla mancanza di motivazione, se non ce l'hai la svilupperai.

Allora ti renderai conto di essere anche fortunato, in qualche modo, cioè di aver raggiunto un livello tale di soddisfazione dal poter esprimere gratitudine, perdono e altruismo, che a loro volta genereranno ulteriore successo, portandoti sempre più lontano.

E mentre tu prima credevi che il successo fosse commisurato al tuo livello di motivazione, scoprirai, guardandoti indietro, che la motivazione finale che ti ha portato al traguardo è totalmente diversa da quella iniziale

Nell'esempio che ti ho fatto probabilmente sarai diventato più ricco, ma anche più giudizioso, razionale, meno impulsivo, più attivo, pieno di energia, convinto dei propri mezzi. Insomma: saresti davanti a una versione di te talmente potenziata che faresti fatica a riconoscerti.

E non finisce qui: alla fine del percorso avrai acquisito quella consapevolezza (io la chiamerei maturità nel giudizio) necessaria per utilizzare il tuo nuovo armamentario in ogni ambito. E capirai definitivamente che "tutto si tiene", che non puoi stare bene se hai un'area di cedimento nella nutrizione, se non fai attività fisica, se non ti impegni quotidianamente a scegliere dei cibi sani e freschi. E che certamente non guadagnerai di più se butti soldi in attività che non rappresentano alcun reale miglioramento, che non ti fanno progredire, dandoti quel surplus informativo che può fare la differenza.

A ben vedere, si tratta di un'occasione per rafforzare la stima in sé stessi e in generale la capacità di reagire nei momenti difficili che ogni vita inevitabilmente prevede.

Bisogna prima di tutto capire che l’autostima è un prodotto delle esperienze che viviamo e che queste possono essere casuali oppure pilotate in modo tale da generare un risultato voluto. Parafrasando Nietzsche, tutto ciò che non ci uccide ci rende più forti.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2008, autore di 11 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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