Quando assumere gli integratori

20/03/2019

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Sugli integratori alimentari esiste da molto tempo un dibattito molto acceso. La visione classica della medicina è che una nutrizione equilibrata fornisce tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno. Dal lato opposto si colloca invece la visione diciamo più salutistica e contemporanea che sostiene invece che la nutrizione moderna sia ricca in calorie e povera in nutrienti e che per questo integrare sia utile.

Dal mio punto di vista questa posizione è corretta ed è piuttosto superficiale e teorico continuare a pensare che le persone arrivino ad assumere le quantità ottimali di micronutrienti. Del resto le carenze acute e gravi sono scomparse nel mondo occidentale ma le microcarenze croniche sono invece piuttosto diffuse.

Occorre però fare delle distinzioni. Solo alcuni integratori possono essere usati facilmente e in modo sicuro senza la guida di un medico esperto. Si tratta per altro di una serie di integratori molto utilizzati e caratterizzati da un ottimo profilo di sicurezza:

  1. Multivitaminico: è utile scegliere un prodotto con dosaggi medio bassi ma ad ampio spettro magari arricchito di estratti vegetali.

  2. Omega 3: al dosaggio di circa 1 grammo al giorno con 500mg di acido eicosapentaenoico e 300mg di acido docosaesaenoico.

  3. Coenzima Q10: nella forma di ubichinolo al dosaggio di circa 100mg al giorno

  4. Vitamina D:nella forma di colecalciferolo al dosaggio di circa 1500 UI al giorno meglio se associato a circa 100-200mcg di vitamina K2.

  5. Proteine isolate del siero del latte: 15-30 grammi dopo un allenamento intenso in chi fa sport.

Questi integratori forniscono un’ottima base per condurre una vita attiva e sportiva dando la garanzia di fornire al corpo i nutrienti necessari per recuperare e per mantenere la macchina metabolica in condizioni ottimali.

Ovviamente esistono moltissimi altri integratori utilizzati per compensare microcarenze oppure per aiutare nella gestione di alcuni sintomi o per compensare gli effetti collaterali di eventuali farmaci. Questi vanno però prescritti da un medico esperto o suggeriti da un farmacista capace di valutare le necessità individuali e non utilizzati in modo autonomo. In questo caso sarà l’esperto a definire il dosaggio, le tempistiche di assunzione e la durata della terapia.

Quando prendere gli integratori

Spesso su internet si leggono articoli che tentano di rendere semplice ed estremamente schematico un tema molto complesso come quello dell’assunzione di integratori alimentari. Occorre invece in modo intelligente capire che non si tratta di materia su cui si è facile generalizzare più di tanto.

Per gli integratori citati sopra è possibile però fornire delle linee guida generali e rispondere ad alcune domande frequenti.

Gli integratori vanno presi prima, durante o dopo i pasti? Gli integratori nominati sopra sono dei nutrienti quindi possono essere presi durante i pasti.

Quando assumere gli integratori multivitaminici? I multivitaminici possono dare una carica di energia quindi sarebbe bene assumerli a colazione ed evitarli alla sera.

Per quanto tempo si possono assumere gli integratori? Se gli integratori sono stati scelti correttamente e non sono finalizzati a gestire un sintomo ma ad ottimizzare il metabolismo, possono essere presi in modo continuativo.

Si possono prendere insieme? Generalmente sì in quanto sono dei nutrienti e nei cibi si trovano mescolati in modo naturale. L'associazione degli integratori non è affatto pericolosa, dunque. Anzi, alcuni è consigliato di prenderli insieme. Zinco e rame, vitamina D e vitamina K2.

Come usare le proteine in polvere? Il momento migliore per assumerle è subito dopo l’allenamento, quando i muscoli hanno bisogno di recuperare.


In conclusione.

L’integrazione alimentare rappresenta un’arma potente nella battaglia per vivere non solo più a lungo ma soprattutto meglio. È auspicabile che sempre più medici si avvicinino a questa realtà e sviluppino le competenze per dare suggerimenti personalizzati ai pazienti.

Nel frattempo le persone sane e che non assumono farmaci possono avvicinarsi ad un’integrazione di base che è caratterizzata dal potenziale di apportare benefici protettivi e dall’alto grado di sicurezza. Sarebbe utile e necessario investire maggiormente nella ricerca e nella formazione medica su questi temi.

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