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Probiotici e benefici per la flora intestinale

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Negli ultimi anni un numero enorme di ricerche scientifiche si è concentrato sul ruolo dell’intestino nella salute dell’essere umano. Come per altre aree della nostra salute, anche per l’intestino la scienza ha dato conferma a molte intuizioni antiche.

Da sempre l’essere umano percepisce la “pancia” come la sede delle proprie risposte emotive ed in effetti oggi sappiamo bene che l’intestino è una sorta di secondo cervello, un tessuto ricchissimo di nervi, strettamente connessi con il sistema nervoso centrale.

Inoltre, sappiamo che il tratto intestinale è la componente più attivo del sistema immunitario. Ma l’area più interessante che la ricerca ha messo in evidenza negli ultimi anni è quella dei batteri che albergano il nostro intestino.

Non prendersi cura del proprio intestino e del corretto equilibrio della flora batterica significa esporsi al rischio di numerosi scompensi tra cui cali di energia, disturbi gastrointestinali, immunodeficienza, sovrappeso e perfino un aumentato rischio di patologie complesse come quelle cardiometaboliche.

Per questo un utilizzo intelligente di probiotici può essere di grande aiuto alla salute in senso lato.

Cosa sono i probiotici

Con il termine probiotici si intendono microrganismi vivi che forniscono, quando assunti, benefici salutari attraverso un’azione di riequilibrio della flora batterica intestinale.

Spesso si usa il termine fermenti lattici per definire quei batteri che trasformano chimicamente il lattosio (lo zucchero presente nel latte) mediante un processo enzimatico.

I probiotici sono una specifica categoria di fermenti lattici.

Le ricerche originali in questo campo furono svolte dal premio Nobel Metchnikoff che descrisse la relazione tra il consumo di yogurt nei contadini bulgari e la loro longevità.

Esiste una relazione stretta tra i cibi che consumiamo e la flora batterica presente nell’intestino e questo ci permette di correggere eventuali squilibri endogeni variando l’introduzione alimentare.

La flora batterica intestinale infatti contiene ceppi di batteri che favoriscono la salute e altri che invece la danneggiano aumentando la risposta infiammatoria.

Un’alimentazione disattenta e uno stile di vita sregolato incidono negativamente sul rapporto tra batteri salutari e batteri patogeni in un processo detto di disbiosi.

Molto dipende dal consumo di fibre che contengono sostanze come l’inulina, dette prebiotici, in grado di stimolare la crescita dei ceppi batterici salutari.

Come funzionano i probiotici

I probiotici vengono utilizzati per ripristinare un corretto equilibrio a livello della flora batterica intestinale e attraverso questo meccanismo innescare una serie di benefici a vario livello.

I probiotici vengono usati:

  1. Contro il gonfiore e il meteorismo
  2. Nella colite e nel colon irritabile
  3. Per contrastare la diarrea
  4. Nei disturbi intestinali dei bambini
  5. Nella cistite

La maggior parte di queste azioni avvengono per via dell’effetto che i probiotici hanno sul rafforzamento del sistema immunitario.

I meccanismi di azione a questo livello sono molteplici ma in generale si può dire che la flora batterica salutare contrasta il proliferare di quella patogena che a sua volta alimenta processi infiammatori che destabilizzano il sistema immunitario e lo rendono meno efficiente nella sua azione protezione.

In effetti ci si dimentica spesso che il tratto gastrointestinale non è solo deputato alla digestione e all’assorbimento del cibo ma è anche l’organo principale del sistema immunitario stesso in quanto ospita oltre il 60% delle cellule con azione immunitaria.

Per questo motivo esiste anche una relazione stretta tra salute e funzionalità intestinale e patologie autoimmune come la tiroidite di Hashimoto.

Si tratta infatti di malattie che nascono da una reazione del sistema immunitario contro un tessuto dell’organismo stesso.

Flora intestinale: integratori e probiotici naturali

Quando ci esponiamo per lungo periodo ad un’alimentazione sregolata, conduciamo in genere una vita non sana o siamo vittime di uno stress eccessivo, la flora batterica intestinale (ossia l’insieme dei batteri che alberga nell’intestino), si altera e i batteri dannosi proliferano.

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Anche le terapia antibiotiche possono avere un effetto negativo complessivo in quanto debellano sia i batteri nocivi che quelli buoni.

In questi casi può essere utile correggere la propria nutrizione e assumere dei probiotici per rinforzare la propria flora batterica endogena.

Non esistono dati scientifici certi che aiutino a determinare la durata di una eventuale assunzione di probiotici.

Nella maggior parte dei casi il medico monitora l’evoluzione clinica e adatta di conseguenza durata e dosaggio. In genere comunque sono necessarie almeno 2-4 settimane di assunzione continuativa per ristabilire un adeguato equilibrio della flora intestinale.

Probiotici negli alimenti

La prima scelta è quella di inserire alimenti o che favoriscono lo sviluppo di batteri salutari o che ne sono ricchi. Nel primo caso andranno inserite fibre ricche di prebiotici come l’inulina che si trova in molti alimenti tra cui l’avena, la banana, la mela, i kiwi, gli asparagi.

Nel secondo caso si possono invece assumere alimenti fermentati ricchi di probiotici come lo yogurt e il kefir.

Probiotici vegetali

Possono anche essere scelti probiotici di origine vegetale derivati per esempio dallo yogurt di soia, dal kefir d’acqua, fatto con grano di kefir e acqua o dal tempeh e dal natto, sempre derivati da soia fermentata.

Probiotici e intolleranze alimentari

Molte persone sono erroneamente convinte che i probiotici contengano lattosio e che quindi siano da evitare in chi è affetto da intolleranza.

Si tratta di una falsa credenza in quanto il lattosio è uno zucchero presente nel latte ma non nei batteri in esso contenuti. I fermenti lattici usati come integratori sono sviluppati da colture cellulari che non prevedono l’utilizzo di latte.

Anche se derivato dal latte, perfino lo yogurt, ricchissimo di fermenti lattici, è in genere ben tollerato dagli intolleranti perché tramite il processo di fermentazione perde il contenuto di lattosio.

Nelle persone affette da celiachia non solo i probiotici possono essere utilizzati ma addirittura sembrano avere un effetto protettivo.

La celiachia è una patologia di tipo autoimmune e i probiotici esercitano un effetto protettivo che riduce il danno infiammatorio indotto dalla gliadina contenuta nel glutine.

Probiotici, quali scegliere?

Come per qualsiasi integratore, anche per i probiotici è utile il consiglio del medico o di un farmacista preparato.

Oltre a capire il quadro clinico, l’esperto potrà consigliare il prodotto con la miscela di ceppi più indicati. In alcuni casi i probiotici possono essere usati in associazione con specifici funghi che contrastano miceti patogeni come la candida. Il Saccaromyces Boulardii è un esempio di fungo salutare spesso associato a probiotici (fonte).

Sicuramente questo approccio è più indicato che scegliere casualmente dal banco frigo del supermercato. Rimane comunque utile aumentare l’apporto di alimenti ricchi di probiotici come lo yogurt.

Una porzione contiene circa 100-200 miliardi di batteri mentre un buon prodotto da farmacia ne contiene 25-20 miliardi per capsula ma ovviamente di ceppi selezionati in modo specifico.

Un’altra situazione in cui è consigliabile inserire dei probiotici è dopo cure antibiotiche.

La terapia infatti tende ad avere un effetto negativo sia sui batteri buoni che su quelli cattivi ed è quindi raccomandabile rinforzare la flora batterica con un’assunzione mirata nel periodo successivo alla terapia farmacologica stessa.

In conclusione, le ricerche confermano che i probiotici migliorano la salute e le difese immunitarie e possono essere in supporto in numerose condizioni cliniche.

Non si tratta ovviamente di sostanze miracolose e in nessun modo possono sostituire terapie farmacologiche prescritte da un medico ma possono coadiuvare il mantenimento della salute e la gestione di alcune condizioni cliniche.

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