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Il rapporto tra emozioni e benessere fisico

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Mens sana in corpore sano, diceva un antico detto latino. Che sia vero ormai lo riconosce anche la medicina ufficiale, che ha scoperto il potere dell'esercizio fisico nella cura delle malattie mentali. Ma anche nella vita di tutti giorni appare ormai chiaro che una mente soddisfatta è in grado di contribuire a stare meglio anche a livello fisico. E ovviamente vale il contrario.

Le emozioni sono delle manifestazioni del nostro stato psichico, delle reazioni a ciò che ci circonda o a ciò che percepiamo. Sono intrinsecamente umane e da sole, come suggerisce il nome, sono in grado di "muovere" e "perturbare" uno stato d'animo, innescando delle azioni con conseguenze spesso non preventivate.

Ma in che modo le emozioni sono in grado di influenzare il benessere fisico? E come puoi fare a trovare un equilibrio corretto, per evitare delle ricadute?

Nella vita ordinaria le emozioni quasi sempre riguardano la vita affettiva, quella familiare, le amicizie, le vicende di lavoro, ma anche l'attaccamento a un evento sportivo o a un particolare fatto. 

Esperienze come la perdita del posto di lavoro, la propria malattia, quella di un caro, un trasferimento, l'abbandono di un figlio della casa paterna, la nascita di un figlio, un matrimonio, una separazione sono in grado di scatenare emozioni potenti che hanno ripercussioni sul benessere fisico. Nell'immediato e nel lungo termine.

Una gestione delle emozioni insufficiente o comunque non controllata, tende ad avere delle conseguenze dal punto i vista fisico. Sui danni dello stress abbiamo già parlato in altre occasioni. L'indebolimento del sistema immunitario collegabile a infiammazioni e stress ossidativo favorisce delle vere e proprie malattie. Ci si ammala di malanni stagionali più frequentemente, si prendono più infezioni, ci si sente più deboli. Allo stress sono collegati mal di schiena, dolori e mal di testa, costipazione, dolori allo stomaco e al petto e difficoltà a prendere sonno. La ricerca ha collegato l'accorciamento dell'aspettativa di vita di chi soffre di stress cronico.

Devi anche considerare se hai uno stile di vita equilibrato: se cioè segui un regime alimentare sano e corretto, se non abusi di cibo spazzatura, se fai attività fisica, se fai controlli di routine.

Come gestire i momenti difficili

Non è possibile sperare di vivere una vita al riparo dai momenti difficili. Anche le persone più felici e soddisfatte che conosci hanno una vita fatta di momenti no, situazioni difficili, autentici sconvolgimenti che ne mettono a dura prova la resistenza. Se ti senti troppo triste e attraversi una fase nella quale dalle emozioni sei passato a provare ormai degli stati d'animo di costante ansia e panico, è bene agire alla fase, magari cercando un supporto.

Un aspetto su cui batto sempre è che ciò che accade è ineludibile, che ci sono tantissime cose che sfuggono al nostro controllo e che non si può passare la propria vita a tentare di controllarle. Questa consapevolezza ti sgrava di tante preoccupazioni, alleggerisce il carico e ti permette di concentrarti unicamente su ciò che puoi davvero controllare: la tua vita familiare e affettiva, la tua salute, quella dei tuoi cari, la tua carriera lavorativa.

Lo stress cronico può essere dovuto proprio a questo spreco di tempo e di risorse, cioè a considerare molto più importante ciò che non lo è veramente. Lo stress crea squilibrio ormonale, complica il rilascio di neurotrasmettitori che sono alla base della regolazione dell'umore. Ci si potrebbe sentire mai soddisfatti o sempre tristi semplicemente perché si abitua il cervello a non essere mai soddisfatto.

Anche la gestione della rabbia, la tendenza a pensare in maniera negativa e ostile contro persone o situazioni che ci circondano, nel tempo ha conseguenze negative che possono portare a problemi tangibili: dormi male, hai frequenti dolori addominali, spasmi, alta pressione.

Vedere il bicchiere mezzo vuoto è abbastanza comune, ma alla lunga fa solo male. Succede quando diamo precedenza al lato negativo rispetto a quello positivo, nonostante manchino le evidenze a favore della prima ipotesi.

Una visione negativa mette insieme, nello stesso calderone, quelle decine di frustrazioni quotidiane, veri e propri fastidi, che magari ci fanno arrabbiare, ma che sono totalmente scollegati dal punto di vista fattuale. Certo, se hai la tendenza a esplodere di rabbia c'è un problema di gestione. Ma il fatto che non ti hanno dato la precedenza in una rotonda o un collega ti guarda storto, non sono eventi legati da un destino ineluttabile che farà andare tutto male. La rabbia fa male alla salute pure se repressa.

Al contrario puoi usare un metodo inverso: provare a smontare l'effetto negativo di certe situazioni praticando sentimenti come la gratitudine, il perdono, l'amore, la gentilezza. Ti renderai conto che spesso a darti fastidio sono delle situazioni sulle quali puoi facilmente sorvolare. 

Impara a mettere confini, a te e agli altri, non circondarti inutilmente di persone negative che costituiscono una fonte di stress. Cerca di connetterti, per quanto puoi, con emozioni positive. Vai oltre il significato di resilienza, cerca di precedere, con il perdono e la gratitudine, la frustrazione e il malcontento.

Perché perdonare fa bene

Perdonare le persone o le situazioni (in sostanza, passarci sopra) significa mettersi alle spalle un evento negativo e andare avanti. Significa neutralizzare e annullare le conseguenze di quello spiacevole evento puntando invece sull'aspetto positivo. Degli esperimenti confermano che perdonare fa bene, che può essere imparato e che ha ricadute positivo sul piano dell'umore, dello stato d'animo, eliminando anche i sintomi correlati all'eccesso di stress.

Esercita anche la gratitudine perché ti rende più positivo, più aperto, ottieni molto di più dai rapporti personali, che in genere sono alla base della scontentezza e del cattivo umore. 

 

 



 

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