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Il coraggio di essere te stesso

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A nessuno di noi piace essere rifiutato o venire abbandonato. Anzi possiamo perfino dire che noi esseri umani abbiamo una sorta di terrore ancestrale di rimanere soli.

Fin da tempi molto antichi la nostra specie ha scoperto la forza del gruppo e il rischio dell’isolamento che portava, con tutta probabilità, ad una rapida morte.

Per questo motivo nel corso dell’evoluzione sono stati favoriti tutti quei comportamenti che portano all’uniformarsi agli altri e quindi al favorire l’appartenenza ad un gruppo. In un mondo antico e naturale questo rappresentava certamente un vantaggio.

  • Ma cosa succede oggi se il gruppo sbaglia?
  • Se i valori comuni di cui sembra fatta la società non sono i nostri?
  • Se uniformarsi vuol dire danneggiarsi o vivere la vita a metà?
  • Se fare come tutti gli altri si traduce nel non dare il meglio di noi?

Comportamenti come il fumare, il bere alcolici in eccesso, il mangiare troppo e male e l’essere sedentari vengono quasi sempre adottati da una persona in funzione dei gruppi sociali con cui entra in contatto.

Se stai insieme a sportivi sarai sportivo, ma se il giro delle tue amicizie cambia, ecco che sarai considerato strano, diverso, non rientrerai più nella casella prevista per te e dunque sarai implicitamente spinto a cambiare comportamento.

Per questo molti cessano per esempio di fare attività fisica in momenti di cambiamento come il passaggio delicato dal mondo dello studio a quello del lavoro o quando ci si sposa e nascono i figli.

Non è solo per mancanza di tempo che si rinuncia ma anche per mancanza di originalità e coraggio di rimanere fedeli a se stessi.

Lo stesso fenomeno di contagio sociale avviene per comportamenti come l’arroganza, la violenza anche verbale, la supponenza, la mediocrità nel lavoro, la mancanza di rispetto, l’aggressività e la volgarità, fenomeni ormai così diffusi da essere considerati la norma, anzi lo standard.

Essere diversi richiede coraggio.

Allora fatti alcune domande:

  1. Quell’ennesimo aperitivo, quelle patatine fritte, quella sigaretta, te le stai godendo davvero o sono solo l’espressione della tua mancanza di originalità, della tua passiva accettazione di valori altrui?
  2. Quel muso duro, quell’aria sgarbata fanno parte della tua vera natura o rappresentano il riflesso degli atteggiamenti degli altri?
  3. Quel silenzio davanti ad un’ingiustizia o ad un sopruso rappresenta il comportamento che insegneresti ai tuoi figli?

Uniformarsi alla corrente ci fa sentire sicuri e protetti. È la scelta più semplice e apparentemente più saggia.

Comporta meno rischi, meno tensioni, meno dolori e meno cicatrici.

Ma sei sicuro che alla fine dei tuoi giorni saranno queste le cose che contano davvero?

Sarai felice dei meno pericoli corsi se questo avrà significato che la tua vita l'hai lasciata decidere agli altri?

O piuttosto sarà importante aver vissuto secondo le tue regole, avendo seguito i tuoi valori e avendo cercato, con ogni azione, di rendere il mondo un posto migliore?

Non dobbiamo confondere il conformarsi al gruppo come un segno di rispetto e l’essere se stessi invece come una forma di arroganza.
In genere è esattamente l’opposto.
Chi si adatta e si piega non rispetta chi è davvero libero perché in fondo è invidioso del fatto che altri sono riusciti a fare proprio quello che lui o lei hanno sempre temuto.

Essere diversi non deve nemmeno essere un vezzo, una moda o un tentativo di sentirsi migliori. È una cosa intima e sottile che può anche non apparire in prima istanza. Non sono i vestiti alla moda indossati, o magari al contrario, rifiutati con sdegno, a rendere differenti. Non contano le parole di cui ci riempiamo la bocca, ma semmai le azioni che caratterizzano la nostra esistenza.

L’originalità alberga nell’anima ed emerge solo in alcune occasioni. Spesso sono le difficoltà a rendere evidente di cosa siamo fatti. E allora chi ha costruito una propria realtà interiore di forza e di coraggio non scapperà di fronte a nulla.

Quando la vita squarcerà in due quella finta corazza esterna che proviamo a crearci e arriverà diritta con tutta la sua potenza in profondità, si potrà scontrare con un materiale impenetrabile come la roccia oppure potrà trovare qualcosa di morbido come il burro.

Quello che crea nel tempo quella struttura impenetrabile è il lavoro interiore svolto negli anni che matura anche grazie alla capacità di essere se stessi, costi quel che costi.
Preferisci che la vita trovi roccia o burro dentro di te?

Trovare il coraggio di essere sé stessi non è semplice, per questo ti consiglio di farlo con una guida e dunque con il corso "Albero della vita" che ti aiuterà a scoprire parti di te che nemmeno pensavi di avere.

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