Gestire una separazione

Quando finisce un rapporto importante è naturale avvertire un sensazione di perdita e di dolore. La gestione dei rapporti personali non è mai semplice, ma questi consigli possono aiutarti a superare le prime fasi complicate dovute alla separazione.

 

Un aspetto da chiarire subito è che non esistono separazioni o divorzi semplici. Anche quando è risolutiva, rispetto a una situazione ormai compromessa, bisogna sempre avere a che fare con emozioni e sentimenti.

Ci si può sentire svuotati, privi di energie fisiche e mentali, dispiaciuti e arrabbiati. In fondo si tratta della persona con la quale abbiamo deciso di trascorrere la vita insieme.

Puoi convincerti che non litigherai, che tutto filerà liscio, che non ci saranno problemi, ma è più un auto-convincimento che la realtà.

Quando poi la separazione viene in sostanza "subita", nel senso che la si affronta controvoglia e a dispetto dei propri sentimenti, allora diventa tutto più complicato. È impossibile distogliere il pensiero, si sta male, l'ansia e la mancanza possono giocare brutti scherzi.

Perché la separazione fa male?

Prima di tutto perché c'è un senso di abbandono e di perdita. Si perde soprattutto una certezza, quella di avere una persona a fianco.

Questa certezza nel corso del tempo è stata fortificata dalla vita quotidiana: abitudini, impegni, gesti d'intesa, sguardi, affetti. C'erano anche responsabilità, un posto condiviso dove stare, interessi in comune, amici e relazioni estese tra le famiglie. Non ti trovi più nella zona di comfort, ma sembra pure che non hai alternative.

Ti senti come svalutato, non apprezzato /a abbastanza, come se avessi percorso una maratona e scoprire di aver sbagliato strada.

C'erano soprattutto dei bisogni primari che soddisfacevi grazie alla presenza del partner e viceversa.

In una relazione che funziona i partner non si completano e basta. C'è un di più: tendono a dare il doppio di quello che hanno per farla funzionare. Spesso è lo scarto tra questo impegno a rappresentare un primo campanello d'allarme.

Quando c'è una separazione bisogna gestire anche questo e può essere complicato, perché inizi a chiederti come farai, come dovrai comportarti, al di là delle faccende più pratiche che potrebbero costringerti a ricominciare, dopo anni passati nella più totale sicurezza.

La separazione non è semplicemente mettere la firma su un documento o smettere di vedersi. È anzitutto un processo personale e sociale, molto complicato. Sopratutto dal punto di vista psicologico, interiore.

Come riprendersi

Si dice che il tempo sia la miglior medicina e questo è scientificamente provato: il cervello, giorno dopo giorno, riscrive sé stesso. Abbiamo la possibilità di intervenire per cambiare abitudini, modalità di pensare, imprimere al nostro corpo delle trasformazioni evidenti attraverso l'esercizio fisico. 

Come ho spiegato altre volte è possibile allearsi con il proprio cervello per modificare lo stile di vita e quindi imprimere dei cambiamenti radicali, giorno dopo giorno. Ma è vero: ci vuole pazienza e perseveranza, e non è semplice.

Aiuta molto la socialità, non rimanere soli e non isolarsi. La tentazione di viverla da soli può essere forte, a volte crogiolarsi nella pena può sembrare perfino poetico, è una forma di elaborazione del distacco comprensibile. Ma non aiuta. Meglio distrarsi. Meglio cercare l'aiuto altrui senza timore.

Un altro consiglio è quello di venire a patti con la realtà. Può apparire incomprensibile all'inizio, soprattutto di fronte a separazioni improvvise o sopraggiunte dopo tanti anni di relazione. Rimane il fatto che le emozioni sono umane e spesso sono ambivalenti.

Le persone reagiscono in modo diverso e, anche se ai nostri occhi si comportano male, hanno le loro ragioni. Ragioni che possono essere oggettivamente sbagliate, ma tant'è. Non puoi, insomma, perdere tempo a capire il comportamento altrui, a vivisezionare le altrui motivazioni, perché invece devi conservare le energie mentali e fisiche per te.

Le persone sono come sono, non come dovrebbero essere. Esistono situazioni ideali, ma alla fine dei conti - se i compromessi non bastano - rimangono poche alternative.

È giusto quindi prendersi il tempo per elaborare la perdita e devi farlo con la giusta importanza. Se hai necessità di fare una pausa falla. Se hai giorni di ferie che puoi prenderti, forse questo è il momento giusto per staccare un po'. 

Nei momenti successivi alla separazione, nei giorni più duri, è facile avere a che fare con la rabbia, con i sensi di colpa, con il rimorso. Ti attribuisci colpe che non hai, senti di aver mancato in qualcosa anche se magari non è vero. Se ritieni di aver commesso errori ora avrai una conoscenza in più di te stesso / a che ti aiuterà a non ripeterli. Per affrontare tutto ciò, oltre a non rimanere soli, e distrarsi, è opportuno anche non stravolgere la routine, ma affiancare qualcosa di nuovo.

Se hai figli passerai forse più tempo con loro o il tempo trascorso con loro diventerà più prezioso, ma avrai più tempo per te stessa/o e quindi nuove cose da fare.

Il mio consiglio? È fondamentale imprimere una svolta adottando abitudini positive ed evitando assolutamente di prenderne di negative. Nei film americani si vede spesso l'uomo o la donna appena lasciati che vanno a sbronzarsi in un bar. Ma è un cliché, puoi spendere meglio le tue ore di tempo libero.

Acquisisci nuove conoscenze, sia sul piano relazionale, sia su quello intellettuale.

Cerca di stimolare la curiosità, cammina all'aria aperta, inizia a fare palestra, immergiti nella lettura, segui un corso di meditazione.

Evita il ricorso al cibo spazzatura, all'alcol, al fumo, alle droghe, non cercare relazioni sostitutive che sono solo una perdita di tempo. Le persone non possono essere sostituite, tutte hanno un posto nella nostra vita.

Solo che dopo un po' di tempo quel posto assume i giusti contorni, la giusta misura. E magari ha meno importanza di quanto pensi al momento.

SUPERA AL MEGLIO LA SEPARAZIONE

Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2008, autore di 11 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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