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Esiste l'alimento perfetto?

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Molto spesso quando in una conversazione emerge la mia formazione professionale, mi viene inevitabilmente rivolta la domanda fatidica: E quindi...cos’è che bisogna assolutamente mangiare?”, oppure Qual è l’alimento migliore di tutti dal punto di vista nutrizionale?”.

È infatti opinione comune che gli esperti di nutrizione custodiscano gelosamente quest’informazione top secret, senza rivelarla a nessuno.

Solitamente prendo tempo, sostenendo che la risposta potrebbe essere molto complessa o terribilmente banale.

Ma esiste un alimento “perfetto”?

Potenzialmente sì.  

Negli USA ad esempio, qualcuno è riuscito a realizzare il pasto – a suo dire – perfetto: si tratta di una polvere da ricostituire in acqua, facile da preparare e veloce da consumare, completa dei macro e micro nutrienti necessari all’organismo umano; è stata realizzata con quote precise di carboidrati, proteine e grassi e il 100% delle quantità giornaliere raccomandate di vitamine e minerali di cui abbiamo bisogno.

Misure standardizzate per tutti, alla faccia di composizione corporea e necessità particolari.

PER APPROFONDIRE: Integratori vitaminici: scopri la verità

Ottimo, direte voi, quesito risolto. Tutti i nostri problemi risolti da una polvere. Ma il ruolo che il cibo ha nella nostra vita è solo quello di nutrirci?

Senza andare troppo lontano, ogni giorno siamo bombardati da pubblicità e messaggi promozionali che vendono sostitutivi del pasto, beveroni e barrette al gusto diqualsiasicosa creati appositamente per semplificarci la vita e migliorare la nostra salute, farci diventare più magri e belli, a detta di chi li produce.

Tuttavia l’atto del mangiare ha una miriade di significati e, quando lo riduciamo ad un mero conteggio di calorie e nutrienti, perdiamo di vista un aspetto importantissimo di un gesto all’apparenza semplice: quello edonistico, cioè il piacere e il gusto di farlo.

Non che i fabbisogni nutrizionali non siano importanti però, se per avere un alimento perfetto e completo (ma per chi, poi?) siamo costretti a sintetizzarlo in maniera artificiale, constatando che in natura non esiste nulla del genere, forse dovremmo chiederci se non sia invece il caso di rivalutare una delle frasi cult di tutti i professionisti della nutrizione e capire perché consigliamo sempre di condurre “uno stile di vita sano, con una dieta varia ed equilibrata”.

Quanto ci serve un alimento perfetto?

Si è visto come persino gli astronauti, dall’alto di una preparazione fisica e mentale eccezionale, abbiano maggiori benefici e recuperi più veloci una volta rientrati sulla Terra quando la loro alimentazione in condizione di microgravità è il più possibile “normale” e simile a quella terrestre, ovviamente con le limitazioni e le integrazioni dovute al particolare ambiente in cui si trovano. 

In questa nostra vita così frenetica, stiamo sempre di più perdendo di vista cosa sia davvero il cibo.

Avete mai provato a confrontare l’odore, il sapore e la consistenza di un pomodoro appena colto dalla sua pianta da uno acquistato al supermercato, che magari ha viaggiato centinaia di chilometri ed è confezionato in un contenitore di plastica? Vi assicuro che sono due cose completamente diverse.

Il consiglio è: fatevi un giro nei mercati per scoprire le varietà dei cibi esposti,  farvi sorprendere dall’accostamento dei colori e degli aromi, a immaginare gli abbinamenti dei sapori da sperimentare in cucina.

Siate curiosi: è necessario riscoprire il vero sapore delle cose e tornare ad occuparsi in prima persona di ciò che compone i nostri pasti.

Creare l'abitudine per mangiare meglio

Non sto dicendo che sia facile, anzi. Ma le abitudini si creano un passo alla volta, a partire dai singoli gesti che compiamo ogni giorno: scegliere di sacrificare del tempo a selezionare frutta e verdura sfusi al supermercato invece di afferrare la solita busta di insalata con carote sbiadite e gommose; spendere un’oretta alla settimana al mercato di quartiere, incontrando di persona chi quegli alimenti li fa nascere e crescere; aderire ai gruppi di acquisto in contatto con i piccoli produttori della zona; coltivare aromi come il basilico e il rosmarino sul davanzale di casa, per poterne aggiungere qualche fogliolina nei nostri piatti all’occorrenza.

Sono tutti modi, a diversi livelli, di aumentare la consapevolezza di ciò che si mangia.

PER APPROFONDIRE: Impara a conoscere te stesso prima che sia troppo tardi!

Scoprirete così che alcuni cibi non si trovano in tutte le stagioni o che avere meno imballi da dover buttare è più comodo (oltre che rispettoso per l’ambiente) o persino che è possibile risparmiare se le albicocche di cui avete voglia sono state coltivate a pochi chilometri da voi.       

Tornando al nostro quesito iniziale “cosa è meglio mangiare?”, direi che la risposta sta ad ognuno di noi: dobbiamo valutare se avremo maggior beneficio dalla “giusta” – ma sterile - quantità di nutrienti o dalla soddisfazione di un pasto equilibrato, con colori, odori, sapori e consistenze stimolanti ed appaganti per tutti i nostri sensi.

Rimani forte, vivi a pieno!

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