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Domande e risposte sugli integratori

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Con il termine integratori alimentari si intende una lunga serie di sostanze naturali, presenti normalmente nel cibo, destinate appunto ad integrare la comune dieta, ossia a permettere un’assunzione delle sostanze stesse a dosaggi più elevati.

Esempi di questi sono le vitamine, i minerali, gli acidi grassi essenziali, le fibre, gli aminoacidi, le proteine in polvere, gli antiossidanti e molti altri. Nel linguaggio comune vengono spesso inseriti in questa categoria anche i fitoterapici, ossia gli estratti da piante, ma tecnicamente si tratta di una categoria a parte.

Gli integratori oggi si trovano in diverse forme, dalle compresse alle capsule, dalla polvere alla forma liquida.

Quando è consigliato prenderli?

Nonostante la medicina ufficiale abbia una posizione piuttosto scettica se non critica nei confronti degli integratori alimentari, esistono alcune specifiche situazioni in cui sono i medici i primi a consigliarli:

 

  1. Gravidanza: c’è voluto molto tempo perché la medicina accettasse le indicazioni scientifiche che suggerivano di aumentare l’apporto di acido folico durante la gravidanza per evitare i difetti del tubo neurale in particolare la spina bifida. Oggi vengono usati anche omega 3 (in particolare acido docosesaenoico o DHA), vitamina D e multivitaminici specifici
  2. Anziani: molto spesso gli anziani non mangiano a sufficienza o in modo corretto e presentano problematiche come la sarcopenia e la sindrome da fragilità. In molti casi vengono suggeriti integratori.
  3. Sportivi agonisti: nell’ambito dello sport agonistico e della medicina dello sport, gli integratori alimentari vengono raccomandati per aiutare l’atleta a raggiungere una più elevata prestazione ma soprattutto per recuperare meglio ed evitare la sindrome da sovrallenamento.
  4. Astenia e stanchezza: nelle condizioni di astenia e stanchezza cronica e in particolare in associazione ad altre patologie, gli integratori vengono prescritti nel tentativo di ottimizzare il metabolismo e agevolare il recupero energetico
  5. Salute cerebrale: nel tentativo di prevenire la demenza senile e le patologie neurodegenerative, sempre più spesso vengono proposte terapie con integratori alimentari che possono contribuire a proteggere il tessuto nervoso dai danni dell’infiammazione e dello stress ossidativo
  6. Recupero traumi: nello sport in particolare ma anche in altre situazioni, vengono utilizzati integratori alimentari per accelerare il recupero muscolare, osseo ed articolare.

Quando non assumerli

Pur essendo di fatto delle sostanze naturalmente presenti nel cibo, gli integratori alimentari permettono di raggiungere dosaggi molto elevati e per questo vanno usati solo sotto diretta indicazione del medico nel caso di patologie in atto o di assunzione di farmaci.

In molti casi gli integratori possono interagire con i farmaci alterandone il metabolismo. Questo vale ancora di più per i prodotti fitoterapici che non sono normalmente assunti con l’alimentazione e quindi rappresentano molecole estranee alla nostra biochimica.

Vero o falso che gli integratori non fanno nulla?

La medicina ufficiale è tuttora piuttosto scettica nei confronti degli integratori alimentari. Si sente spesso dire che sono inutili o perfino pericolosi. Ma quanto c’è di vero dietro queste affermazioni? Prima di rispondere è necessario fare delle premesse:


  • I medici in generale non sono preparati in materia: è un dato di fatto riconosciuto che la laurea in medicina e chirurgia non fornisce competenze sufficienti nel campo della nutrizione e dell’integrazione alimentare.

    Tutt’ora ci si laurea dopo 6 anni di corso di studio non avendo praticamente fatto nulla in queste aree così importanti e nemmeno in altri campi complementari come l’uso dell’esercizio fisico e la riduzione dello stress.

    Insomma diventare medico purtroppo non dota di competenze sufficienti nelle aree della promozione della salute, del cambio di stile di vita e della prevenzione.

    Numerosi ricercatori da tempo sottolineano come l’educazione medica non sia cambiata nella sua struttura dal 1910 e come questo si discosti dalle necessità della medicina di oggi.
  • In medicina vengono considerate solo le carenze gravi: per cultura i medici tendono a non considerare i sintomi lievi e ancora meno le condizioni asintomatiche.

    Il fatto che una persona non sviluppi lo scorbuto o la pellagra viene considerata una dimostrazione di un’assunzione ottimale di vitamine.

    Questo concetto è del tutto errato. Il fatto che non si sviluppi una patologia non è affatto una garanzia che si assumano quantità ottimali.

    Sarebbe come dire che se non ti fermi in autostrada con la macchina allora significa che hai il serbatoio pieno! In realtà sappiamo che sono molto diffuse le microcarenze croniche, che non sono sufficientemente rapide e profonde da causare sintomi ma che sono capaci di alterare il metabolismo, aumentare il rischio di malattia e accelerare l’invecchiamento

Come abbiamo sottolineato in precedenza, la medicina ufficiale sembra contemplare la possibilità che in particolari condizioni ci sia un maggior consumo di nutrienti e quindi sia necessaria un’integrazione.

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Tuttavia non viene presa in considerazione la possibilità che invece esista una condizione molto diffusa di scarso apporto. Si continua a ritenere che la dieta apporti tutto ciò che serve dimenticandosi che la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale segue una dieta ricca solo di calorie ma povera di nutrienti.

Si rimane nella speranza che le persone assumano 5 porzioni di verdura al giorno ma la realtà è quasi sempre molto diversa. Inoltre non abbiamo alcun controllo sui metodi di produzioni degli alimenti che sono del tutto diversi da quelli antichi e i nostri metodi di cottura sono aggressivi e in grado di alterare gli alimenti.

È quindi lecito sospettare che la presenza di nutrienti sia meno abbondante di quanto ipotizzato o riportato nelle tabelle nutrizionali classiche.

Bisogna assumerli quando si fa sport?

Chi pratica sport è oggi esposto ad una doppia problematica:


  1. Un aumento dei consumi di nutrienti indotto dallo sforzo fisico e dal processo di adattamento metabolico e muscolare.
  2. Un ridotto introito di nutrienti per via di un’elevata presenza di alimenti raffinati e industriali, ricchi in calorie ma poveri in nutrienti.

Per questo lo sportivo è indubbiamente candidato ad un programma di integrazione alimentare che non è solo finalizzato a migliorare la prestazione e il recupero ma a mantenere la salute in una condizione che di fatto è di aumentato stress. Praticare sport in modo intenso o addirittura a livello agonistico senza il supporto di integratori mirati, non solo riduce le chance di raggiungere la massima prestazione ma anche aumenta il rischio di sovrallenamento, immunodeficienza e impatti negativi sulla salute.

Si può prendere un multivitaminico?

Esistono integratori che hanno azioni specifiche e mirate e che devono essere assunti su indicazioni di un medico esperto.

Questi integratori rientrano nel contesto di approcci personalizzati che vengono impostati sulla base di una raccolta di dati anamnestici e biochimici tramite analisi di laboratorio.

Altri integratori vengono considerati invece più generici in quanto intervengono ad ottimizzare alcuni processi metabolici fondamentali e forniscono molti benefici con sostanzialmente rischi minimi.

Questi sono un multivitaminico, gli omega 3, la vitamina D a dosaggi bassi (tra le 1500 e le 2000 UI), il coenzima Q10 come antiossidante, le proteine del siero del latte come supporto post-allenamento.

Tra questi il multivitaminico è indubbiamente l’integratore fondamentale.

Un prodotto ad ampio spettro (con la gamma completa di vitamine) e dosaggi non elevati rappresenta il modo migliore di mantenere la complessa macchina metabolica in condizioni ottimali.

Cosa sono i superfood?

Uno dei problemi che rende necessaria l’integrazione alimentare è l’abbondanza di cibi raffinati e industrializzati che arriva sulle nostre tavole.

In risposta a questa tendenza si sta sviluppando l’area dei cosiddetti “superfoods”, ossia alimenti con presunte proprietà benefiche per la salute.

Questi possono essere cibi con particolari caratteristiche naturali a cui vengono attribuite azioni specifiche di sostegno alla salute.

Nell’Unione Europea l’uso indiscriminato del termine è stato proibito e viene riservato solo a quegli alimenti i cui benefici sono stati provati tramite ricerche scientifiche.

A volte nella categoria dei superfoods vengono inclusi anche gli alimenti funzionali, ossia cibi che hanno una specifica e dimostrata azione funzionale nel nostro organismo o che sono stati elaborati ed arricchiti per potenziare un’azione presente naturalmente. I pomodori e i broccoli sono a tutti gli effetti alimenti funzionali.


Alla base della nostra salute c’è senza dubbio un’alimentazione corretta nel contesto di uno stile di vita attivo. È quindi necessario uscire dall'idea di sottomettersi ad una dieta a tempo e invece dotarsi delle competenze per imparare a mangiare sano sempre.

Evitare gli errori non è poi così difficile e non è detto che significhi rinunciare al gusto.

L’alimentazione corretta però molto spesso non è sufficiente e occorre imparare a gestire con intelligenza e scientificità anche un approccio all'integrazione alimentare.

Se vuoi avere le idee chiare su come fare e quali azioni concrete portare a termine ti consiglio il mio corso Nutrizione Potenziativa.

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