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Dieta Plank: vantaggi e svantaggi

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Con questo articolo continuiamo a passare in rassegna le diete più famose, almeno sul web. Oggi parliamo di dieta Plank.

Sarò onesto, ho dovuto fare qualche ricerca sull'argomento. Sai quanti studi scientifici ho trovato sulla "dieta Plank"?

Nessuno.

Iniziamo dal nome. Viene riportata come “Plank” o “Planck”, ma per la verità non si sa nemmeno da dove nasca: sembra che sia stata legata all’Istituto di ricerca del famoso fisico tedesco Max Planck (il padre della fisica quantistica), ma sembra più una leggenda metropolitana. Il nome suona bene però e parrebbe convincente.

Il web pullula di siti che spiegano il funzionamento della dieta, la distribuzione dei cibi nelle giornate, gli effetti che si hanno seguendola e addirittura gli schemi settimanali, con vari forum in cui chi l’ha adottata discute vantaggi e svantaggi.

Si tratta in poche parole di un approccio d’urto, una cosiddetta “dieta lampo” che dura al massimo 2 settimane e che, si dice, farebbe perdere 9 kg in questo lasso di tempo.

Non 10, non 8, ma proprio 9. Strana precisione...

Quali sono i principi su cui si basa

La dieta Plank è basata su un regime iperproteico e ipocalorico, cioè prevede che vengano mangiate molte più proteine rispetto al normale fabbisogno, fondamentalmente di origine animale, mentre l'apporto calorico totale della giornata rimane decisamente basso.

Prevede i 3 pasti principali senza spuntini, con precisi alimenti permessi e altri vietati.

Non sono contemplate sostituzioni.

Le quantità degli alimenti permessi in molti casi non vengono specificate, lasciando potere decisionale a chi decide di adottarla... ovvero, è un fai-da-te.

Se ti sembra di sentire un campanello d'allarme, non stai sbagliando.

Qual è il tipico menù della dieta Plank

Puoi trovare facilmente su internet le varie proposte di dieta e di tabella settimanale. 

Quello che si può mangiare si riduce a ben pochi alimenti: molta carne, prosciutto, uova, pesce, caffè o tisane con dolcificante, alcune verdure, frutta quasi un giorno sì e uno no.

Assolutamente proibito lo zucchero, l’alcool, i condimenti (anche l’olio extravergine di oliva!) e i legumi. Quasi zero carboidrati da cereali. A volte è concesso un panino, ma solo in alcuni giorni.

Il caffè sempre senza zucchero, ma con dolcificante ammesso. La carne sempre cotta alla griglia o in padella.

Uova sempre sode.

Poche indicazioni sulle quantità, ma almeno 2 litri di acqua al giorno. Lo schema si ripete uguale per 14 giorni e prevede un pasto libero alla fine di ogni settimana. 

È un regime alimentare drastico.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi riportati da chi l’ha seguita

A quanto pare questo regime fa davvero perdere peso velocemente, tanti kg a seconda di quanto si sia riusciti a mantenere il regime alimentare.

Questo è l’unico vantaggio, ma invece gli aspetti a sfavore sono diversi. 

Dando un’occhiata ai forum in cui si affronta l’argomento, pare che che la “dieta Plank” sia davvero dura da seguire.

I principali effetti negativi riguardano mal di testa ed estrema mancanza di energie, ma è facile capire che l’apporto calorico totale è talmente basso da rendere difficile affrontare normalmente le proprie giornate.

La demoralizzazione psicologica, se non si raggiungono i risultati sperati, inoltre è inevitabile, così come la sensazione di fame.

A lungo termine la situazione peggiora ulteriormente, poiché le persone che sono riuscite a portare a termine il regime altamente restrittivo, solitamente recuperano in pieno (e vanno anche oltre) i kg persi così faticosamente, rimanendo con un nulla di fatto in mano: infatti non è prevista una dieta di mantenimento dopo le due settimane di “shock”, cosa che porta inevitabilmente a riprendere le vecchie abitudini alimentari, probabilmente errate.

In casi particolarmente delicati intraprendere un percorso del genere può accentuare il rischio di incorrere in disturbi del comportamento alimentare.

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Questo tipo di dieta è del tutto controindicata a chi si trova in situazioni patologiche come diabete, malattie cardiovascolari, patologie renali o epatiche, ma anche per chi assume terapie farmacologiche.

Non è adatta a diversi gruppi di popolazione, come donne in gravidanza o in allattamento, bambini e anziani.

Un’altra critica che può essere mossa al riguardo è il fatto che questo regime non faccia nessun accenno ad un’eventuale attività fisica: per riuscire ad acquisire un peso equilibrato e che duri nel tempo è fondamentale abbinare un allenamento mirato alla propria alimentazione, altrimenti il rischio è solo quello che il nostro organismo vada al risparmio energetico, visto che di fatto, si tagliano i viveri. Inoltre, avendo la pretesa di agire sul metabolismo, sembra ignorare il fatto che questo non è mai costante e che cambia nel corso della vita.

Naturalmente non è adatta per chi segue principi vegetariani e vegani.

Cosa dice la scienza su questi principi

A dire la verità esistono delle ricerche di tipo scientifico su regimi simili, ovvero ipocalorici e iperproteici, che però non hanno dato risultati netti se confrontati con un regime ipocalorico ma normoproteico.

In uno studio recente, ad esempio, in cui vengono confrontati i risultati tra dieta ipocalorica con alto contenuto di proteine ed una sempre ipocalorica ma con apporto proteico normale, non si evidenziano significative differenze tra le perdite di peso avvenute nei due gruppi esaminati.

Invece in una revisione sistematica del 2013 che ha preso in considerazione 15 studi differenti, è stato fatto un confronto degli effetti a lungo termine tra diete iperproteiche e diete normoproteiche.

I soggetti presi in esame sono stati quasi 2000, ma tra coloro che hanno assunto più proteine dalla dieta non è stato rilevato nessun particolare effetto benefico o dannoso in merito a peso corporeo, malattie cardiovascolari o controllo glicemico, motivo per cui sembra quantomeno prematuro raccomandare diete iperproteiche nella gestione del sovrappeso e dell’obesità.

Quando si vuole dimagrire da qualche parte si deve cominciare, con il bilanciamento dei macronutrienti, ma una dieta che fa a meno dell'attività fisica e di un deciso cambio dello stile di vita, semplicemente non è sostenibile nel tempo.

Questo per farti capire che gli studi ci sono e vengono condotti continuamente, ma le evidenze non sono mai state nettamente a favore di un’alimentazione con un alto apporto di proteine in relazione alla mera perdita di peso. Certo, se rinunci in toto ai carboidrati il peso lo perdi, ma stai anche dimenticando di rifornire il tuo corpo.

Non va nemmeno dimenticato che la “dieta Plank” che abbiamo preso in esame non viene mai menzionata.

La mia opinione al riguardo

Se mi segui da un po’ lo sai già, ma se non mi conosci preciso subito una cosa: tutto ciò che affermo in ambito alimentare, di allenamento e di lavoro interiore ha una base scientifica.

Le informazioni che fornisco si basano su dati reali, provati scientificamente ed esaminati con spirito critico, non su mode passeggere. Principi applicati anche nella professione in contesti altamente specialistici.

La “dieta Plank” è un tipo di regime quasi paragonabile alla “dieta dell’ananas” che si trova su alcune riviste estive: non è un regime codificato, non presenta percentuali caloriche o di nutrienti in cui rientrare anzi, stabilisce delle quantità del tutto arbitrarie, fa perdere del peso che molto probabilmente verrà recuperato nel lungo periodo, è aggressiva e diseducativa.

Ho deciso comunque di spiegarti di cosa si tratta in modo che tu possa avere qualche strumento in più se stai cercando di perdere peso in maniera salutare e duratura: ricordati che "dieta" significa "stile di vita" e non per forza deve comportare privazioni e disagi

Tieni bene a mente un esempio semplice come quello del piatto unico di Harvard: ti basterà suddividere il tuo piatto in modo che metà sia occupata dalla verdura, mentre l'altra metà sarà ulteriormente distribuita tra una fonte proteica e una di carboidrati, come ad esempio pesce azzurro e cereali integrali.

Per migliorare il metabolismo l'esercizio fisico è perfetto, ha conseguenze positive a cascata, non solo sul peso. In più introduce un elemento di azione che va al di là della rinuncia. Quando devi rinunciare stai togliendo qualcosa, quando fai attività fisica stai aggiungendo qualcosa. È positivo anche a livello mentale, perché stai guadagnando un elemento che prima non possedevi. In compenso perdi l'eccesso di grasso poco salutare, che ti angustia anche a livello estetico.

Piccole modifiche costanti alle tue abitudini giornaliere porteranno benefici al tuo peso e alla tua salute e che spiego bene nel mio corso dedicato al potenziamento della salute.

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