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Dieta vs stile di vita: il benessere che dura nel tempo

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Cosa accade dopo una dieta una volta raggiunto il peso desiderato? Vediamo come cambiare stile di vita e abitudini alimentari per mantenersi in salute migliorando il proprio rapporto con il cibo nel tempo.

Quando si presenta la necessità di perdere peso, di solito ci si mette ‘a dieta’: si accantonano di punto in bianco le proprie abitudini alimentari riducendo drasticamente la quantità e la qualità degli alimenti da assumere, e ci si sottopone ad un continuo senso di fame, e ad ogni sorta di deprivazione del gusto e del piacere del cibo.

Ma cosa accade una volta raggiunto il peso desiderato? Il più delle volte si ricomincia a mangiare come prima, spesso con maggiori eccessi, errori alimentari e voracità per riscattarsi dalle deprivazioni e delle numerose rinunce; così il peso ritorna a crescere, spesso aumenta superando quello di partenza, e dopo un po’ si ripropone l’esigenza di una nuova dieta, ancora più restrittiva.

Inizia così un continuo alternarsi di periodi di alimentazione incontrollata e di dieta privativa, e  ripetute oscillazioni di peso: la cosiddetta Sindrome dello yo-yo. A lungo andare, dopo molti tentativi, diete e ‘yo-yo’, il risultato è quasi sempre lo stesso: un blocco del peso in eccesso e l’inefficacia di qualunque dieta successiva.

A parte i risvolti negativi dal punto di vista sia fisico che metabolico, anche psicologicamente il risultato è molto negativo. La stima in sé stessi diminuisce sempre di più ed il senso di fallimento e di impotenza prendono il sopravvento, andando così a peggiorare il rapporto con il cibo e con il proprio corpo, e risucchiando la persona in un vero e proprio circolo vizioso dal quale poi è difficile uscire.

Quello che dobbiamo chiederci è: quanto a lungo è possibile mantenere un regime alimentare (e la parola regime rende l’idea) di tipo privativo, ripetitivo, povero di gusto e senza soddisfazione? Come si può pretendere che questo sistema funzioni nel tempo, e pretendere da noi stessi di mantenerlo? Dobbiamo renderci conto che ad aver fallito non siamo noi, ma la strategia adottata, miope e fallimentare. Il cambiamento delle abitudini alimentari e più in generale dello stile di vita, va perseguito in modo graduale, per piccoli passi; contrariamente non servirà a nulla o peggiorerà la situazione. Il corpo è vivo! Non possiamo concepirlo e trattarlo come un sacco da riempire o svuotare a piacimento, se non poi pagandone le conseguenze.

Infine la buona informazione e la consapevolezza sono il nostro primo strumento ed alleato, e la fretta la nostra peggior nemica: iI percorso di consapevolezza e di cambiamento si basa sulle piccole scelte quotidiane, sulla curiosità, la determinazione ed il piacere della scoperta, giorno per giorno.

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