Dare agli altri non vuol dire togliere a se stessi

Ti sei mai sentito egoista perché hai pensato prima a te stesso che a qualcun altro? Sei in buona compagnia. La maggior parte di noi infatti teme molto di essere visto come un egoista e spesso si spinge oltre il proprio limite di tolleranza nel fare rinunce per prodigarsi per gli altri.

Sì certo, in prima istanza è facile dire che essere egoisti è sempre sbagliato e aiutare gli altri invece sempre giusto, ma si tratta di una lettura superficiale e non accurata.

Ognuno di noi ha un personale equilibrio tra sacrificio e appagamento, un limite oltre il quale si finisce con il danneggiare se stessi e anche gli altri. Mi è capitato spesso di trovare persone che erano andate ben oltre questo confine. Donne schiacciate tra il ruolo di mamma con figli piccoli e quello di figlie con i genitori anziani.

Uomini che sacrificano la famiglia e gli affetti per i colleghi e il lavoro. Persone che sono sempre disposte a mettere in disparte i loro obiettivi per aiutare qualcuno a raggiungere i propri.

Si tratta di vero altruismo o piuttosto di paura di essere giudicati come egoisti e quindi di venir rifiutati?

Sembra superfluo dirlo, ma per dare a qualcuno bisogna prima avere qualcosa da dare. E per avere qualcosa da dare in termini emotivi bisogna che a nostra volta ci permettiamo di essere felici ed appagati.

Quando proviamo a dare, ma le nostre riserve sono vuote finiamo con l'esaurirci ed entriamo in uno stato di tensione e rabbia che si riversa su di noi e sugli altri. Meglio negarsi con un sorriso amorevole che dire di sì con rabbia.

E allora perché facciamo così fatica a dire di no? Una fatica tale da portarci spesso ad andare oltre il nostro limite di sopportazione?

Le ragioni sono almeno tre:

1. Paura del giudizio e del rifiuto

Ognuno di noi ha dentro ancora l'ancestrale paura dell’abbandono che, in tempi antichi, equivaleva ad una condanna a morte. Siamo tutti alla ricerca di appartenenza e accettazione perché essere accolti e accettati ci fa sentire meno soli e più protetti. Se i sentimenti che uniscono le persone sono positivi questa protezione esiste ed ha effetti benefici. Ma se, al contrario, quello che lega è solo la paura, la nostra energia vitale si paralizza e così la nostra vita.

2. Scusa per non agire

A volte ci mascheriamo dietro una falsa necessità di aiutare e di metterci a disposizione degli altri. In sostanza nessuno ce lo chiede, ma noi ci mettiamo a disposizione comunque per evitare di fare quelle cose che contano di più ma che ci fanno paura. Restiamo in ufficio fino a tardi per avere una scusa per non andare in palestra. Corriamo ad aiutare l'amica che deve traslocare per rimandare ancora una volta di sistemare il nostro armadio e pulire la casa.

3. Poter fare la vittima e lamentarsi

Connesso ai primi due punti esiste un altro aspetto più profondo. Spesso dare molto, o meglio, troppo agli altri ci permette di recitare una parte, quella della vittima che si sacrifica. Così abbiamo una fantastica scusa, un alibi per giustificare le nostre mancanze, le paure e i fallimenti. La vittima accetta di sacrificare la sua vita pur di non assumersi la responsabilità dell'azione e quindi del rischio.

Dare agli altri è bellissimo ed è anche una delle attività che nobilita l'uomo e che lo appaga maggiormente, ma per dare occorre avere. Il punto di partenza è un animo ricco e pieno di amore e non certo un cuore svuotato di ogni risorsa.

Ognuno di noi ha bisogno di spazio, di energia vitale, di divertimento, di appagamento, di amore e di una senso di crescita e sviluppo nella nostra vita. Queste sono le vere basi per poter dare, e non il rinunciare alla vita.

Chi è nelle condizioni di ricevere vuole solo questo da noi. Vuole uno scambio di energia e non una presenza di rabbia, astio e frustrazione.

Se vuoi dare davvero coltiva la tua vita, fai crescere i tuoi sentimenti e creati degli spazi per recuperare e rigenerarti, per trovare ispirazione e bellezza. E se qualcuno volontariamente o meno prova a portarteli via, impedisciglielo. Quasi sempre basta rispondere no, magari con un sorriso.

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Come hai potuto leggere in questo articolo, il rapporto con gli altri può nascondere in realtà dei problemi caratteriali, l'impossibilità di venire a patti con alcune mancanze, la necessità di spingere verso l'esterno una realtà interna che non piace.

Ma l'altruismo è bello, a patto che sia davvero disinteressato. Per questo capovolgo l'assioma: per dare occorre avere. Cioè possedere un animo ricco di emozioni, di elementi positivi, che possiamo passare agli altri.

Un carattere forte si basa su una visione del mondo basata su delle emozioni sane, che puoi condividere. Se ti senti in difficoltà con il tuo carattere, se pensi di avere problemi ad esprimerti, se ritieni di potere essere una persona che può dare e ricevere di più prova a incidere in modo concreto sulla tua personalità. E vedrai che arriverai a una visione più appagante della tua personalità e della vita.

MIGLIORA IL TUO CARATTERE!

Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2008, autore di 11 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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