Come creare la tua autostima e la tua motivazione giorno dopo giorno

Motivazione, autostima e forza di volontà vengono spesso chiamate in causa come scintille del cambiamento. Nei corsi sulla crescita personale, nei podcast motivazionali e in quelli di autostima, queste parole d'ordine sono alla base delle promesse di cambiamento che propongono.

Ma quando non si riesce a cambiare, quando si affronta un percorso di crescita personale, è davvero fondamentale disporre di tutte e tre? E se il cambiamento dipende dalla presenza delle stesse, cosa succede se non le possediamo?

Per raggiungere i tuoi obiettivi hai bisogno di una molla che faccia scattare il meccanismo, di una forte motivazione spesso si dice. In realtà, nel mondo anglosassone, quando si vuole definire il paradigma della persona di successo, la si definisce o affamata (hungry, come nel famoso incoraggiamento di Steve Jobs) oppure piena di passione (passion), ossia dotata di una emozione persistente, intensa, che funge da propellente. 

Un esempio famoso è quello di Michael Jordan. Un atleta che ha fatto della fame di vittoria e della passione per il miglioramento e la competizione un vero e proprio mantra. Tanto da avere un clausola nel contratto che gli permetteva di giocare a basket quando voleva e dove voleva, oltre agli impegni di lavoro con la sua squadra.

Più in piccolo vale per tutti noi: dal lavoro alla vita di relazioni, dalla famiglia al proprio livello di benessere.

Analogo discorso può essere fatto per la forza di volontà. Che cosa è in concreto? È determinazione ad agire, a mettersi in moto, a tramutare in azione un pensiero e spingerlo fino a concretizzarlo. Ma cosa succede se viene a mancare? Diventi totalmente passivo? È chiaro che non è così. Quando si dice che spesso è questione di forza di volontà si fa riferimento ad almeno due ambiti: 

1) La vera e propria mancanza di energia fisica e mentale, per cui un individuo non agisce semplicemente perché non ha forze supplementari o non ha sufficiente freschezza mentale per capire che deve mettersi in moto per determinare un cambiamento. La sua pigrizia è accompagnata da apatia, fatalismo, pessimismo, incapacità di comprendere anche l'essenza stessa alla base della trasformazione.

2) L'assenza di uno schema, di un'abitudine che comporti una facilitazione dei compiti da svolgere. In questo caso l'individuo non è in grado di attuare un cambiamento efficace, perché non ha fatto propri i meccanismi che lo favoriscono. L'esempio più classico è l'obiettivo del perdere peso: sarebbe molto più semplice da raggiungere se l'esercizio fisico venisse interiorizzato a tal punto da diventare un'abitudine. Se invece si deve sempre ricominciare daccapo, allora diventa improbabile. La forza di volontà può non bastare.

Quello che ti sto dicendo, in buona sostanza, è che motivazione, forza di volontà, autostima possono essere anche considerate alla stregua di propellenti del cambiamento, ma non sono infinite e sono destinate ad esaurirsi, le ricerche lo confermano.

Conosco tantissime persone che mi hanno raccontato la loro storia, fatta in pratica di grande entusiasmo iniziale soppiantato quasi subito da una forma di disinteresse misto a frustrazione, seguito dall'immancabile rassegnazione. Segue l'inevitabile corollario del rimorso, del senso di colpa, dell'analisi della propria autostima. 

Quando va così, e credimi, tende ad andare così nella maggior parte dei casi, si dà la colpa alla mancanza di motivazione, di autostima o di forza di volontà. Ma alla radice è davvero così? E come puoi per superare questa impasse e trovare un carburante del cambiamento che magari sia meno esplosivo, ma più duraturo?

In definitiva, come poter attuare un cambiamento reale, una crescita, una realizzazione completa senza doverti preoccupare di avere la motivazione e l'autostima per farlo?

L'importanza dell'obiettivo di processo

Come ripeto spesso, il cambiamento funziona meglio se riesci a distinguerne le fasi e sai interpretare quello che stai facendo all'interno di una cornice molto ampia. Se ti dai obiettivi troppo ambiziosi, finirai per pensare agli stessi in modo ossessivo o ripetitivo, ma senza fare mai nulla per avvicinarti. La fase dei sogni a occhi aperti contrasta un po' con la realizzazione soprattutto quando hai oltrepassato la fase giovanile.

Facciamo un esempio molto popolare: mettiamo il caso che tu voglia guadagnare un milione di euro. Lo scrivo perché in tanti individuano erroneamente la crescita personale con un aumento del proprio conto in banca.

Stiamo al gioco.

A meno di non vincere alla lotteria, dovrai guadagnare di più e spendere di meno per raggiungere quel risultato, pianificando un certo ricavo nel tempo. Guadagnare di più e spendere meno si concretizza in azioni specifiche: ad esempio trovare più clienti, portare a termine un contratto, tagliare una spesa ricorrente, fare un secondo lavoro, ottenere una promozione et cet.

Devi, insomma, passare attraverso un processo di azioni che dovrai sostenere nel tempo. Quindi l'obiettivo reale che ti devi porre è quello di sostenere queste azioni, concentrandoti su di esse e lasciando perdere, per adesso, l'obiettivo finale.

Il trucco è creare degli automatismi. Per tornare all'esempio di Jordan, un suo automatismo era terminare l'allenamento oltre l'orario di routine e tirare a ripetizione, per migliorarsi. Se crei un automatismo che facilita la riduzione delle spese, nel caso del desiderio di guadagnare di più, allora sei molto più vicino al traguardo finale. E sei più vicino non perché stai risparmiando di più, ma perché hai creato un automatismo che ti consente di farlo. 

Quindi, il processo che hai messo in moto alla fine è più importante dell'obiettivo che hai in mente, perché il fatto stesso di metterlo in moto genera motivazione, forza di volontà, autostima.

Da cosa dipende dunque la motivazione? 

Quando inizi un percorso ti rendi conto che non dipende dalle frasi motivazionali in senso stretto (che possono aiutarti a creare una cornice di credenze), ma dalle credenze che si stanno formando in te, amplificate dai successi intermedi che raggiungi.

È come se un ciclista, durante il Giro d'Italia, prestazione dopo prestazione, si rendesse conto a un certo momento che può davvero vincere la corsa. Allora aumenta la sua determinazione, la spinta, la tenacia, la resilienza. È così anche negli obiettivi che ti dai. Uso le metafore dello sport perché anche nella vita quotidiana devi migliorare la tua prestazione.

È molto importante andare oltre questo punto, cioè non accontentarsi. Se la motivazione e l'autostima non crescono dopo aver raggiunto dei traguardi intermedi, vuol dire che sei troppo critico con te stesso, sei troppo perfezionista, troppo ancorato a schemi mentali del passato, che tendono ad appesantire la tua capacità di giudizio. E in più è probabile che dia troppa importanza alle cose che non puoi cambiare, sottovalutando quelle che stai già cambiando con dei piccoli interventi.

Un passo alla volta, ma per davvero

Gestire le fasi del cambiamento significa anche apprezzare il percorso intermedio e seminarlo di micro-obiettivi. Il segreto a questo punto è costellare la tua giornata di micro-obiettivi facilmente raggiungibili, che ti porteranno lontano.

Mantenendo l'esempio: devi risparmiare perché vuoi raggiungere una certa cifra magari per fare una vacanza con tutta la famiglia. Ovvio che il passaggio del controllo della spesa è obbligato. Dopo aver analizzato al meglio le aree dove sprechi più soldi, intervieni.

Se ogni giorno bevi 4 caffè al bar perché ti senti meno attivo, non hai sufficiente energia, io dico: migliora la tua nutrizione (ad esempio più proteica al mattino), ma elimina anche un caffè. Fai esercizio fisico e poi elimina un altro caffè. Stai bilanciando la tua vita acquisendo energia e informazioni indispensabili e stai ottenendo risultati attraverso semplici micro-obiettivi.

La vera chiave del cambiamento è che appunto lo stai interpretando, ti stai dando il tempo di capire quando spingere di più (esempio: aumentare il carico di lavoro in palestra, eliminare altre 100 calorie, togliere un caffè, fare un task in più al giorno, esprimere più gratitudine, aumentare la tua capacità di ascolto et cet...), in questo modo ti assicuri di non fare mai un passo più lungo della tua gamba e soprattutto - voglio sottolinearlo - apprezzi di più la strada che hai fatto.

E qual è il vantaggio dell'apprezzamento del percorso?

Che tutti i discorsi sulla tua mancanza di autostima, di motivazione e di forza di volontà saranno smentiti dai fatti.

Stai migliorando! Sei più motivato! Hai autostima!

Ti sembra di poter fare di più.

Perché sono i risultati che ottieni, piccoli, ma costanti, a modificare il tuo stesso sistema di pensieri immettendoli nel binario giusto, più produttivo, più appagante.

Un altro effetto positivo a cascata è che inizierai a piacerti di più. E questa convinzione potrebbe fare miracoli, perché la fiducia nei propri mezzi è in grado di buttare giù dei muri.

Troverai sulla tua strada persone disposte ad aiutarti e tu ne aiuterai per parte tua.

Alla fine del lungo viaggio che hai intrapreso, scoprirai che sei cambiato e che quel carattere demotivato, pigro, sfiduciato è totalmente scomparso e lo avrai fatto acquisendo autostima e motivazione durante il percorso. Quindi non fossilizzarti sulla mancanza di motivazione, se non ce l'hai la svilupperai.

Allora ti renderai conto di essere anche fortunato, in qualche modo, cioè di aver raggiunto un livello tale di soddisfazione dal poter esprimere gratitudine, perdono e altruismo, che a loro volta genereranno ulteriore successo, portandoti sempre più lontano.

E mentre tu prima credevi che il successo fosse commisurato al tuo livello di motivazione, scoprirai, guardandoti indietro, che la motivazione finale che ti ha portato al traguardo è totalmente diversa da quella iniziale

Nell'esempio che ti ho fatto probabilmente sarai diventato più ricco, ma anche più giudizioso, razionale, meno impulsivo, più attivo, pieno di energia, convinto dei propri mezzi. Insomma: saresti davanti a una versione di te talmente potenziata che faresti fatica a riconoscerti.

E non finisce qui: alla fine del percorso avrai acquisito quella consapevolezza (io la chiamerei maturità nel giudizio) necessaria per utilizzare il tuo nuovo armamentario in ogni ambito. E capirai definitivamente che "tutto si tiene", che non puoi stare bene se hai un'area di cedimento nella nutrizione, se non fai attività fisica, se non ti impegni quotidianamente a scegliere dei cibi sani e freschi. E che certamente non guadagnerai di più se butti soldi in attività che non rappresentano alcun reale miglioramento, che non ti fanno progredire, dandoti quel surplus informativo che può fare la differenza.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Ex medico degli astronauti, ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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