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4 consigli per consumare al meglio la carne rossa

Delicious prepared and decorated food on table in restaurant

La carne rossa può trovare posto in una sana alimentazione. Basta saper “usarla” nel modo giusto.

Da quando nel mese di ottobre dell’anno scorso l’International Agency for Research on Cancer, un’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che valuta e classifica la cancerogenicità delle sostanze, ha definito la carne rossa come probabilmente cancerogena (classe 2A), file di salutisti che già guardavano con sospetto questo alimento si sono sentite rinforzate nella scelta di eliminare questo cibo dalla propria alimentazione.

La meta analisi di 800 studi epidemiologici che consideravano l’associazione tra il consumo di carne rossa e l’insorgenza di tumori ha fatto emergere un’associazione positiva con l’insorgenza di cancro al colon, e in misura minore al pancreas e alla prostata. Nello specifico, un consumo pari a 100 grammi di carne rossa al giorno aumenta il rischio di sviluppare il cancro al colon retto del 18%.

Per quanto tale percentuale di rischio non sia da sottovalutare, è opportuno considerare il paragone col fumo di sigaretta - notoriamente associato allo sviluppo del tumore al polmone - il quale aumenta il rischio di insorgenza di questo tumore del 230%.

Una volta inquadrato il rischio di cui stiamo parlando, è utile sapere che la cancerogenicità della carne rossa è data dalla presenza di ferro eme, che ha un elevato potere ossidante e facilmente produce radicali liberi, e dalla formazione di idrocarburi aromatici policiclici e amine aromatiche durante la cottura, sostanze con acclarato effetto cancerogeno.

Tuttavia alcune semplice accortezze ci permettono di ridurre questo rischio:

  1. Accompagnare sempre il consumo di carne rossa con abbondanti dosi di verdura, frutta fresca e spezie, alimenti ricchi di antiossidanti che contrastano l’azione nociva dei radicali liberi.
  2. Assumerla cruda (tartare o carpaccio), poco cotta e marinarla con limone e olio prima della cottura, azione che limita la formazione di idrocarburi aromatici policiclici e amine aromatiche.
  3. Cuocerla a temperatura costante, bassa e prolungata.
  4. Ridurne l’assunzione a una volta a settimana non superando i 200-400 grammi.

Tutto ciò ci consente di limitare efficacemente i potenziali effetti nocivi di questo alimento, che è fonte importante di molte vitamine del gruppo B, carnitina, acido α-lipoico, enzima Q10, ferro, rame, zinco, oltre che di proteine ad alto valore biologico. Inoltre ricordiamo che le carni più a rischio rimangono quelle lavorate (hot dog per esempio) e gli insaccati in particolare se ricchi di additivi chimici.

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