I comportamenti che denotano insicurezza

L’insicurezza è un tratto caratteriale abbastanza ricorrente. Se facessimo un semplice sondaggio, basato sullo stato d’animo, è abbastanza scontato che tante persone si professerebbero insicure.

Ma insicure perché? L’insicurezza comincia là dove c’è un margine di incertezza sul proprio futuro o c’è la sensazione, piuttosto viva, di non poter controllare eventi o situazioni presenti.

Un classico esempio è l’insicurezza determinata dalla condizione economica, che potrebbe lasciare pochi margini di manovra.

Ma di norma quando si parla di insicurezza, ci si riferisce a un tratto caratteriale nel quale c’è poca autostima, poco coraggio, una buona dose di paura e una certa (troppa!) comodità nel rifugiarsi entro i confini ingannevoli della zona di comfort.

La mancanza di autostima si riverbera anche nel mondo delle relazioni e dei rapporti di amicizia, alimentando ulteriore insicurezza.

Un anno fa, sul social media Reddit, è stata posta la domanda semplice, ma molto efficace: “cos’è che mostra più insicurezza in modo palese?

Le risposte sono rivelatorie, e riflettono la visione attuale dell’insicurezza, perché ovviamente queste variano a seconda delle sfide quotidiane che ci si presentano. Ai tempi della guerra si poteva essere insicuri di esporre la propria opinione politica, diventando timidi e rinunciatari, oggi magari riguarda la propria immagine sui social media.

Comunque questa è la lista di risposte:

  • Cercare costantemente l’accettazione degli altri
  • Cercare conferme sul proprio status o sul proprio aspetto fisico
  • Eccessiva esposizione sui social media
  • Scattare molti selfie
  • Scattare molti selfie, pubblicarli e cancellarli perché non hanno ottenuto l’attenzione che speravano
  • Bullizzare gli altri senza un particolare motivo
  • Prendere in giro gli altri
  • Prendere in giro da adulti su un difetto fisico
  • Prenderla sul troppo personale e pensare che tutti ce l’abbiano con te
  • Gonfiare il petto e attribuirsi posizioni o ruoli di preminenza che non si possiedono, anche in senso metaforico.
  • Attirare troppo l’attenzione parlando ad alta voce o facendosi notare o cercare di apparire troppo simpatici.
  • Fare continui riferimenti a quanto si guadagna, al proprio ruolo nell’azienda dove si lavora
  • Name-dropping: vantare amicizie altolocate raccontando di aneddoti vissuti con esse, veri o presunti, allo scopo di impressionare chi ti sta ascoltando.
  • Proiettare sugli altri le proprie debolezze, attribuendo agli altri scopi non proprio nobili.
  • Cercare l’approvazione di persone famose o potenti
  • Eccessivo vittimismo sui social media, con formule tipo “Perché capitano tutte a me” (in generale le forme spinte di narcisismo rivelano molta insicurezza).

A livello comportamentale ed emotivo, l’insicurezza si rivela:

  • A livello sentimentale: insicurezza sul proprio ruolo nella coppia, nella relazione o comunque sul comportamento o lo stato emotivo del partner;
  • A livello lavorativo: non sentirsi all’altezza del compito richiesto oppure sentirsi insicuro nel rapporto con i colleghi o sulle proprie capacità. Queste paure vengono spesse esorcizzate esagerando nel vittimismo, nel complottismo, nel fatto di non riuscire mai ad analizzare i rapporti di lavoro, che sono di fatto delle collaborazioni che perseguono uno scopo comune, in modo sereno e franco. O come ripeto spesso: maturo.

Nell’ambito del comportamento è facile scoprirsi insicuri:

  • Aver paura di parlare in pubblico
  • Aver paura di conoscere nuove persone
  • Aver paura di affrontare nuove avventure
  • Aver paura di esprimere la propria opinione
  • Dare sempre ragione
  • Evitare le discussioni per timore di trovarsi in minoranza
  • Evitare le discussioni per paura di non reggere il confronto
  • Sul proprio aspetto fisico (coprendo il viso o camminando a testa bassa)
  • Sulla propria carriera lavorativa, non accettando di parlarne
  • Sulla propria vita in generale, affrettando il passo e camminando velocemente per evitare di essere fermati

L’insicurezza può nascere da tanti fattori, ma l’unico modo per lavorarci sopra è quello di accettarla e fare il pieno di autostima.

Ovviamente ci sono livelli di insicurezza quasi patologici sui quali sarebbe opportuno un lavoro di ridefinizione del proprio scopo nel mondo.

Se si è vittimisti al limite del patologico, bisognerebbe capire che nella stragrande maggioranza dei casi non gliene frega nulla a nessuno dei nostri obiettivi, delle nostre fisime e dei nostri turbamenti.

Con questo atteggiamento liberatorio sarebbe molto più facile scardinare altre false certezze: le conferme degli altri non sono indispensabili, meglio lavorare sulla propria autostima e cercare soddisfazioni e validazioni che fanno crescere.

Negli altri casi io consiglio semplicemente di uscire dalla zona di comfort. Cioè di agire e creare abitudini che aumentano la motivazione e l’autostima e ridimensionano l’importanza degli altri rispetto a quello che sei o quello che fai.

Puoi superare le incertezze lavorando un po' su te stesso.

Parti dalla giornata, dalla quotidianità. Cerca di organizzare la tua giornata secondo obiettivi raggiungibili che ti daranno soddisfazione ed elimineranno la bassa autostima. Cerca anche di scoprire nuove abitudini. Alleati con le capacità straordinarie del tuo cervello di creare pattern comportamentali positivi, che accrescono la tua fiducia.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2008, autore di 11 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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