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Come trovare le giuste motivazioni

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La motivazione è ciò che guida e sostiene una persona al raggiungimento dei suoi obiettivi e per questo rappresenta un movimento e una direzione.

L’obiettivo potrebbe essere del tutto chiaro e consapevole o meno evidente e spesso la motivazione viene percepita solo quando ti trovi davanti delle vere sfide. Dal punto di vista neurologico la motivazione è strettamente connessa con il sistema di ricompensa dipendente dalla dopamina. 

In pratica siamo motivati a svolgere attività che ci ricompensano o che ci evitano la punizione.

Ogni azione che svolgiamo, di qualsiasi natura sia, alla fine rientra in una delle due categorie: per andare verso un piacere o per allontanarsi dal dolore.

Molto spesso questo aspetto viene sottovalutato e la persona cerca di motivarsi esclusivamente con la disciplina, la forza e il sacrificio e questo va a discapito della percezione di piacere generata dalla ricompensa che è il vero motore a lungo termine del cambiamento.

La motivazione riguarda molti ambiti della nostra vita dallo studio all’allenamento sportivo, dal lavoro alla realizzazione personale.

La motivazione entra in gioco anche quando siamo tristi e abbattuti o dopo una separazione o una perdita ma anche al mattino quando abbiamo davanti l’intera giornata fatta magari di un lavoro che non ci piace. 

Insomma riuscire ad aumentare la motivazione porta inevitabilmente a vivere meglio e ad avere una maggior sensazione di controllo sul nostro destino. 

Quali sono le basi psicologiche della motivazione

Essere motivati coinvolge gli aspetti biologici, emotivi, sociali e cognitivi capaci di attivare i nostri comportamenti e tradotti nell’ottica personale, possiamo dire che rappresenta il “perché” di una determinata azione.

La motivazione può essere descritta ma non osservata.

Quello che osserviamo è il comportamento che deriva da una motivazione sottostante. 

Dal punto di vista psicologico esistono diverse teorie che descrivono la motivazione ma quello che è importante capire è che essa è determinata da varie forze che la distinguono nettamente dal puro desiderio.

Il desiderio è infatti insufficiente a raggiungere un obiettivo perché per fare questo la persona deve avere l’abilità di superare gli ostacoli e di continuare nonostante le difficoltà.

La motivazione permette esattamente questo e lo fa grazie a 3 componenti;

  1. Attivazione: determina la decisione di iniziare un determinato comportamento, come per esempio iniziare ad allenarsi in palestra o cambiare alimentazione.
  2. Persistenza: è lo sforzo continuativo verso l’obiettivo anche quando esistono ostacoli. Per esempio continuare ad allenarsi anche se ci sono impegni di lavoro è un esempio di persistenza. 
  3. Intensità: rappresenta il livello di concentrazione e di vigore che la persona esprime nel tentativo di raggiungere il proprio obiettivo. Nel nostro esempio, si può andare in palestra per chiacchierare o eseguire distrattamente una serie di esercizi o, al contrario, metterci un elevato grado di impegno.

 

La motivazione può trarre origine da diversi aspetti che riguardano la nostra psicologia:

  1. Istinti: amore, protezione, sopravvivenza e altri istinti basilari possono motivarci e quindi promuovere i nostri comportamenti.
  2. Bisogni: la motivazione nasce anche dalla necessità di soddisfare i nostri bisogni come lo sfamarci, l’apparire belli e il piacere agli altri.
  3. Livelli di attivazione: noi funzioniamo al meglio ad un determinato livello di attivazione neurologica e adottiamo comportamenti che ci mantengano a quel livello perché ci sentiamo bene. 

Motivazione intrinseca ed estrinseca

La motivazione viene anche descritta come intrinseca ed estrinseca.

Nel primo caso la motivazione nasce da un senso di soddisfazione personale che lo specifico comportamento permette di percepire. Studiare per il piacere di imparare e di impostare al meglio la propria vita è un esempio di comportamento generato da una motivazione intrinseca o interiore. 

Nel secondo caso la motivazione invece nasce dalla possibilità che il comportamento ci offre di ricevere qualcosa da qualcuno o di evitare di riceverlo, se si tratta di qualcosa di negativo. Impegnarsi nello studio per ricevere un bel voto e il premio conseguente o per evitare di ricevere una punizione è un esempio di motivazione estrinseca. 

Nella maggior parte dei casi i nostri comportamenti sono promossi da una miscela di motivazioni intrinseche ed estrinseche che per altro è soggetta a cambiamenti nel corso della vita.

Esiste tuttavia una tendenza personale a trovare più spesso la motivazione dall’interno o dall’esterno. Chiaramente l’efficacia e la sostenibilità dei comportamenti differisce a seconda del fatto che siano nati per soddisfare bisogni interiori o legati agli altri.

Proprio il fatto che la motivazione estrinseca dipende dalla reazione altrui la rende meno controllabile da parte nostra e sicuramente meno solida nel lungo periodo. 

Per altro la persona che agisce in funzione delle risposte altrui potrebbe scoprire ad un certo punto che le sue azioni sono in conflitto con i propri bisogni profondi e valori.

Come si sviluppa la motivazione?

Essere motivati aumenta significativamente le chance di raggiungere i propri obiettivi ma non solo, permette di dare alla propria vita un senso di scopo e di direzione.

Molti pensano che la motivazione sia qualcosa di congenito, una caratteristica con cui la persona nasce. Ma in realtà, come per la maggior parte delle capacità umane, si tratta invece di qualcosa che acquisiamo e costruiamo sulla base delle nostre esperienze.

Per questo motivo, modificando alcuni aspetti del nostro approccio alla realtà, possiamo incidere sul livello di motivazione:

  • Individuare degli obiettivi: più l’obiettivo è nitido, preciso e immaginabile nel minimo dettaglio e più elevata sarà la chance di sviluppare la giusta motivazione nel raggiungerlo. 
  • Scegliere quelli fattibili, realistici: nulla è più frustrante di rendersi conto di non avere la competenze o le capacità di raggiungere un obiettivo che ci si è prefissati. Per trovare la giusta motivazione, è fondamentale quindi identificare obiettivi sfidanti ma comunque possibili, alla propria portata.
  • Determinare tra questi quali possono essere messi in pericolo da cattive abitudini o quali sono più raggiungibili attraverso delle buone abitudini: le abitudini sono i gesti automatici che ripetiamo con maggior frequenza e che in larga misura determinano l’andamento delle nostre giornate e quindi della nostra vita. È molto importante che le abitudini siano allineate con gli obiettivi che abbiamo altrimenti fungeranno da sabotatore interno e rallenteranno il nostro percorso.
  • Rendi pubblica la tua motivazione e i tuoi obiettivi: condividere con gli altri i nostri obiettivi ci responsabilizza e ci offre la possibilità di rafforzare la nostra motivazione.
  • Segna i progressi: osservare anche i più piccoli progressi e registrarli su un diario personale è importante per mantenere viva la percezione del percorso fatto.
  • Utilizza le ricompense: sul piano biochimico la motivazione è strettamente connessa con il rilascio di dopamina. La chiave non è quindi il dolore, il sacrificio e la sofferenza ma il piacere di ricevere una ricompensa anche per i piccoli progressi quotidiani. 

 

In conclusione è bene sottolineare nuovamente che la forza di volontà non basta.

Il meccanismo della motivazione è più sofisticato di così e si è evoluto in stretta connessione con i circuiti che governano la percezione di piacere e di soddisfazione.

Sforzarsi di più, inserire ulteriori compiti, soprattutto una società ossessionata dal multitasking e sempre più ricca di fonti di distrazioni, non è una soluzione efficace a lungo termine.

Se manca la motivazione occorre prima di tutto capire perché, senza accusarsi semplicemente di essere incapaci o pigri, e provare a aggirare l’ostacolo lavorando prima di tutto sulle proprie abitudini quotidiane.

Facciamo un rapido esempio: una persona che voglia rimettersi in forma e che scelga la palestra potrebbe non sentire alcuna motivazione e faticare a raggiungere i propri risultati.

Spesso in questi casi la persona inizia ad accusarsi di incapacità e pigrizia, demotivandosi ancora di più. Una strada migliore è quella di chiedersi invece se quell’attività fisica sia quella giusta, se si percepisce un senso di piacere o solo noia e sacrificio e se invece non convenga adottare l’abitudine di andare a camminare al parco ogni mattina.

È solo un esempio ma potrebbe essere utile a ricordare che la soluzione non è fare di più di qualcosa che non sta funzionando, ma fare meglio o in modo diverso.

Per questo è importante tenere a mente che, per introdurre dei cambiamenti, è bene iniziare a comprendere di quali strumenti disporre.

VOGLIO INIZIARE A CAMBIARE!



 

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