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Come smettere di essere tristi (la ricetta per la felicità)

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Essere tristi è parte della natura umana. Lo spettro delle emozioni che ognuno di noi vive è ampio e variabile e tutti, in un modo o nell'altro, percepiamo gioia e tristezza, soddisfazione e insoddisfazione, appagamento e vuoto.

A volte però le emozioni negative iniziano a prevalere su quelle positive, la fluttuazione tra i due poli emotivi si irrigidisce e la tristezza diventa la caratteristica delle nostre giornate.

A questo punto spesso si perde perfino di vista la ragione per cui si è tristi in primo luogo, ossia viene meno il legame con un episodio, una situazione spiacevole e la tristezza diventa parte della nostra identità.

Chiaramente questo stato d’animo è incompatibile con una vita soddisfacente ed armonica.

Quando felicità e soddisfazione calano è naturale andare in cerca di meccanismi di compenso. Questo stato d’animo corrisponde ad un basso livello di dopamina che ci spinge a cercare in qualche modo di alzare i livelli di questo fondamentale neurotrasmettitore.

La maggior parte delle volte il nostro tentativo è però fondamentale perché ci induce a cercare soluzioni momentanee che sono dannose a lungo termine. In questo modo si formano cattive abitudini tra cui:


Ovviamente più queste abitudini si consolidano e più difficile sarà recuperare una vita soddisfacente e piacevole. Inoltre alcuni di questi comportamenti possono poi esercitare un effetto negativo a lungo termine sulla salute portando inevitabilmente ad un altro problema.

Si potrebbe pensare che in questi casi sia fondamentale cercare le cause della tristezza in profondità e questo è senza dubbio vero. In alcuni casi è fondamentale farsi seguire da uno psicoterapeuta per essere certi di non commettere errori.

Ma spesso, per uscire completamente da queste situazioni, è prima di tutto necessario ricostruire le proprie giornate a partire da specifiche abitudini quotidiane. Le svolte e il superamento della tristezza di fondo non avvengono attraverso un singolo balzo ma tramite un paziente lavoro di riorganizzazione dei propri gesti quotidiani.


  1. Sostituire le cattive abitudini: ogni abitudine cattiva può essere sostituita da una positiva. Le abitudini sono frutto di un processo di allenamento: se le eserciti attecchiscono. Inizia ad agganciare un’abitudine positiva ad una che vuoi eliminare. Per esempio ogni volta che guardi il telefono fai 3 respiri profondi e rilassati, oppure se hai voglia di mangiare un dolce fai prima una camminata.
  2. Praticare la gratitudine: la gratitudine è un’emozione capace di cambiare in meglio la nostra vita. Ognuno di noi ha mille motivi per essere grato, se non altro per il fatto che siamo vivi. La gratitudine annulla la rabbia, la paura e anche la tristezza.
  3. Imparare a meditare: la meditazione è considerata oggi a tutti gli effetti una pratica scientificamente valida per ottimizzare la vita, le risposte emotive e le relazioni con gli altri. Non si tratta di qualcosa di necessariamente connesso con le pratiche spirituali ma di una tecnica che può essere imparata da tutti.
  4. Scrivere il diario: la scrittura del diario è uno strumento fondamentale per rivivere in modo più obiettivo la nostra vita e le vicende che ci hanno segnato. Questa è una delle modalità con cui si può ristrutturare la nostra interpretazione del passato.
  5. Cambiare le reti sociali: a volte teniamo vive delle relazioni che sono oggettivamente tossiche e dannose. Il cambiamento di rete sociale permette di assumere una nuova identità maggiormente in linea con gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Il lavoro su noi stessi permette con il tempo di comprendere meglio le aree della nostra vita da cui trae origine la tristezza. L’aspetto fisico, il lavoro, le relazioni affettive, l’eccesso di aspettative e il perfezionismo sono spesso alla base della tristezza e rendersene conto permette di agire in modo più specifico su di esse.

Cambiare è meno complesso di quello che si pensa. Quando siamo avvolti dalla nebbia creata dalla tristezza facciamo fatica a prendere qualsiasi rotta. Ma per riprendere il cammino non occorre avere tutto chiaro, non serve vedere a chilometri di distanza, basta vedere poco più in là per sentirsi sicuri che muoversi è la cosa giusta da fare.

Sono i primi passi che contano per superare la paura del cambiamento e avviare un nuovo percorso. Quei primi passi possono essere costruiti con gli strumenti giusti.

Se ci sono aspetti della tua vita che vuoi cambiare, non rassegnarti e impara ad avviare il tuo percorso di cambiamento. Fallo in modo guidato per evitare di perderti durante questo percorso. 

Guidami verso il cambiamento!



 

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