Come non dare peso al giudizio degli altri e vivere felici

Ogni giorno la nostra giornata è scandita dal giudizio altrui. La mattina ci alziamo e misuriamo le nostre interazioni, adottiamo comportamenti in linea con la massa, ci muoviamo secondo delle aspettative che spesso sono dettate dagli altri.

È assolutamente normale. Ma il fatto che può sorprendere è che se avessimo un minuto per riflettere a mente fredda su tante cose che facciamo, ci renderemmo conto che se fosse per noi non le faremmo affatto.

Il giudizio altrui, insomma, pesa tantissimo e certe volte non sappiamo spiegarci nemmeno il perché. Lo accettiamo come se fosse una parte effettivamente indispensabile nella nostra vita, per cui tendiamo ad uniformare comportamenti, gusti e interessi, sperando che non diano troppo nell'occhio.

In tutto ciò c'è una forte componente psicologica, emotiva, di vera e propria pressione, che gli psicologi del comportamento chiamano "riprova sociale", secondo la nota definizione data per prima dal professor Robert Cialdini.

Questa pressione psicologica è così schiacciante che tende a comprimere le nostre scelte, validando dei comportamenti e delle azioni che vengono ritenuti corretti (e quindi passabili socialmente) solo perché adottati da più persone.

Il giudizio altrui opera però in modo più subdolo perché può non assumere la forma della pressione collettiva, ma rimanere limitato ad ambiti ristretti che per la loro importanza, sono in grado di esercitare lo stesso tipo di pressione agendo sui sensi di colpa, sui rimorsi, sulla vanità, sul desiderio di non voler deludere troppo le aspettative altrui.

È così alla fine che tendiamo a uniformarci... il caso più macroscopico è quello del modo di vestire.

Ed è anche in queste piccole e insignificanti cose, che pure ci impegnano per ore, che si nota quanta importanza ha il giudizio altrui. Perfino una cosa banale, come scegliere che tipo di scarpe indossare, allora può diventare un problema.

Spostando il discorso su aspetti più importanti della vita, si capisce quanto questa forza possa costringerci a fare cose che non vogliamo o a non fare delle cose che abbiamo in mente da tempo.

Il rischio - e sono sicuro che su questo punto sarai d'accordo con me, perché ti sarai trovato nella situazione - è quello di fare moltissime rinunce, di non poter inseguire i propri sogni, di adottare continuamente un punto di vista altrui, limitando la propria vita a delle possibilità concesse solo in relazione alle reazioni altrui.

Il rovescio della medaglia è che così facendo attribuiamo alle nostre scelte un'importanza eccessiva!

E di conseguenza finiamo per perdere di vista i fondamentali di una vita intensa e felice perché continuiamo a considerare importanti solo le cose dalle quali potrebbe dipendere un giudizio positivo degli altri.

Se ci pensi bene, questo meccanismo è presente ovunque e si ripercuote anche nel modo in cui sono organizzati i social media, che si basano proprio sulla continua necessità di conferme.

Ovviamente c'è un modo di essere se stessi anche di fronte a tanti e c'è un sistema virtuoso di operare delle scelte, e conseguentemente svolgere delle azioni, che faccia a meno di questa continua sete di conferme.

C'è una verità incontrovertibile però.

In realtà alla gente non gliene frega molto di te

Se analizzi bene queste situazioni tipiche ti accorgerai che a nessuno frega veramente di ciò che fai. Nulla. Il giudizio emesso in quell'istante potrebbe avere un po' di ripercussioni, ma ha la stessa durata di un temporale estivo.

La cosa assurda è che anche le persone che dovrebbero emettere giudizi negativi sulle tue scelte, stanno pensando la stessa cosa: cioè a quello che penserebbe uno come te. Il che, se ci rifletti bene, è quantomeno ridicolo e poco confortante. Eppure capita!

La preoccupazione sul giudizio altrui è sopravvalutata in ogni caso. Le persone dimenticano con una facilità imbarazzante. 

Gli individui tendono a vedere il mondo con i propri occhi e razionalizzano le decisioni e i punti di vista altrui secondo schemi mentali propri, ai quali sono molto affezionati.

Il punto è che però questo è in forte contraddizione con il desiderio di non deludere nessuno o di piacere a tutti. La vanità, i sensi di colpa, l'autocompiacimento ti spingono alla ricerca del giudizio altrui, ma contemporaneamente sei poco disposto a modificare il tuo metro di giudizio.

È una lotta senza senso, che alla fine porta ad un'unica conclusione. Il giudizio altrui è sopravvalutato e non dovrebbe mai rappresentare un freno, soprattutto se devi prendere delle decisioni importanti che avranno delle ripercussioni sulla tua vita.

Per cui, quando ti sentirai frenato dalla possibilità di non venir capito, apprezzato, dalla paura di apparire troppo eccentrico, troppo indipendente di pensiero prova ad estraniarti da questa cornice di pensiero e concentrati sulle ragioni della tua scelta.

  • Sono sicuro che ti sei già trovato in questa situazione. Ti sei sentito bloccato dal giudizio altrui, troppo dipendente dal fatto di non voler deludere nessuno, dalla paura di arrecare un dispiacere.

  • Non sei il solo a dare troppo peso al giudizio altrui.

  • Per tanto tempo hai provato a liberarti del peso angosciante del giudizio altrui, ma sul più bello sei stato tradito/a dall'insicurezza, dal senso di colpa, dalla bassa autostima, dalla paura di ferire le persone a te care.

  • Contemporaneamente hai svalutato talmente tanto il tuo giudizio, che hai rinunciato a fare delle cose per paura di non deludere gli altri. Cose alle quali tenevi tanto, come un'esperienza all'estero, un viaggio, un nuovo lavoro, conoscere nuove persone e coltivare diversi interessi.

  • Ora chiudi gli occhi per un istante e prova a immaginare come potrebbe essere la tua vita senza questo tarlo che ti rode dentro, senza questo peso sulle spalle che ti costringe a piegarti.

  • Devi andare oltre, devi rialzarti e costruire una nuova relazione con te stesso, basata sulla tua capacità di modificare la tua giornata così da cambiare questo modo di fare.

  • Se la tua scelta può essere messa in discussione dal giudizio altrui, vuol dire che non è veramente una tua scelta. E che, a conti fatti, è molto fragile. La rimpiangerai nel tempo. Vivrai una vita fatta di non-scelte.
Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2008, autore di 11 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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