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Come iniziare a meditare e quando farlo

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Oggi si parla sempre di più di meditazione forse per via dei livelli di tensione e insoddisfazione personale che sembrano essere sempre più alti.

I dati parlano chiaro: fenomeni come ansia, depressione, ipertensione, insonnia, tutti legati a stati d’animo negativi, sono sempre più diffusi.

Le cure farmacologiche, quando esistono, rappresentano un compromesso necessario ma difficilmente permettono di risolvere i problemi a monte.

La psicoterapia può indubbiamente contribuire a snodare situazioni ingarbugliate e complesse ma la resistenza che molti hanno all’idea di farsi trattare da uno psicologo e i costi, ne limitano la diffusione.

Per cui molte persone rimangono sole nel loro stato di disagio, non abbastanza intenso da cercare aiuto clinico ma sufficiente a rendere la vita grigia e amara.


La meditazione rappresenta un’opportunità di riconnettersi con se stessi, di perdonare errori, superare traumi e creare uno spazio nuovo nel rapporto tra noi e noi, fondato sull’armonia, sull’accettazione e sull’assenza di stress.


Meditare è un vero e proprio allenamento che invece di agire sui muscoli lavora a livello del cervello e almeno per chi la affronta in modo più olistico, sullo spirito.

Con il tempo la pratica della meditazione induce delle vere e proprie modificazioni a livello cerebrale che si traducono in comportamenti e atteggiamenti differenti.

Cambia la distribuzione delle onde cerebrali con il prevalere di frequenze che esprimono calma e armonia e dall’emergere di stati d’animo differenti si passa poi alla manifestarsi di veri e propri tratti comportamentali nuovi rispetto a prima.

Non si tratta di una risposta miracolosa ma al contrario di un meccanismo che sfrutta la naturale plasticità e adattabilità del sistema nervoso centrale.

Come si impara a meditare

Imparare a meditare è più facile di quello che si pensa.

Spesso le esagerate aspettative spirituali, religiose e filosofiche allontanano le persone da una pratica che dovrebbe essere vista innanzitutto come un modo di sentirsi meglio sul piano psicofisico.

La meditazione si impara provando. Non esistono ricette magiche o tecniche preconfezionate.

Trattandosi di un’esperienza interiore solo la persona stessa può capire cosa sta effettivamente accadendo e come quello specifico stato può essere indotto nuovamente.

In termini generali si tratta di adottare alcuni semplici passi:

  1. Prendersi inizialmente solo 5-10 minuti di tempo.

  2. Trovare un luogo calmo, piacevole e isolato.

  3. Sedersi in una posizione non così comoda da favorire il sonno ma nemmeno così scomoda da rimanere in tensione.

    In genere il bordo di una sedia con la schiena diritta e la mani sulle ginocchia va benissimo.

    Oppure si possono scegliere vari tipi di sgabelli per la meditazione o per chi se la sente, sedersi per terra. Pochi possono rilassarsi nella posizione del loto ma ci si può ovviamente arrivare con il tempo.

  4. In questo contesto si possono chiudere gli occhi e ci si può concentrare sul respiro, in modo dolce, usando l’addome, facendo entrare l’aria dal naso e lasciandola uscire dalla bocca.

  5. Basta concentrare l’attenzione sul respiro. Ovviamente la tendenza del cervello sarà quella di pensare, di distrarsi.

    È del tutto normale e l’effetto della meditazione sta proprio nel lasciare che questo accada per poi riportare l’attenzione sul respiro. Questo è il principale meccanismo che induce i risultati.

  6. Non va ricercata una teorica perfezione ma si deve invece assaporare nei dettagli l’esperienza e continuare a ripeterla.

  7. Al processo si può aggiungere un mantra, una parola o una frase che ci riporti nello stato d’animo corretto.

Quali sono le tecniche di meditazione per principianti

Esistono vari approcci alla meditazione, una pratica che ha origini molto lontane e che solo in anni recenti è diventata oggetto di numerose ricerche scientifiche.

Una delle pratiche oggi più diffusa, proprio perché nata in tempi moderni e già un’ottica scientifica, è la mindfulness.


Si tratta di una forma di meditazione che mira ad innalzare il livello di consapevolezza e che mette da parte le componenti religiose e spirituali che per molti rimangono un ostacolo difficile da superare.


La meditazione mindfulness è stata utilizzata con grande successo nella gestione dell’ansia.

Tuttavia, in alcuni casi, l’idea di stare fermi immobili e di concentrarsi sul proprio respiro può addirittura suscitare un aumento della sensazione di ansia. In questi casi può essere molto utile provare a meditare camminando.

Si può scegliere un luogo a noi familiare, magari in mezzo alla natura, e provare a concentrarsi sul ritmo del cammino, sul proprio respiro e sull’ambiente circostante.

Il segreto è quello di farsi trasportare dalle sensazioni e non dai pensieri.

Riuscire a sentire il ritmo dei passi, il rumore delle foglie, il vento tra gli alberi sono gli elementi che rendono questa forma di meditazione bellissima ed estremamente efficace.

Con la meditazione puoi migliorare la qualità della tua vita disponendo di una nuova arma potente, che può incidere sui tuoi rapporti personali, nella sfera affettiva e in quella professionale, grazia a una ritrovata calma ed energia.

Assicurati di imparare a meditare con le tecniche giuste, per ottenere i risultati che desideri.

VOGLIO CONOSCERE LE TECNICHE GIUSTE!



 

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