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Isolarsi per ritrovare se stessi

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Si incontrano sempre più persone che si lamentano. Quando fa freddo vogliono il caldo. Quando è caldo invocano il freddo. Se piove è un problema, ma la siccità e gli incendi sono peggio.

Manca il tempo per fare tutto tranne che per trovarsi da qualche parte per lamentarsi di qualcosa con qualcuno.

Insomma la lamentela è diventato lo sport nazionale o meglio globale, ma rappresenta anche un incredibile auto-gol.

Spesso chi si lamenta, se interrogato, ti dice "ma io sto benissimo". Allora, mi chiedo io, perché c'è la lamentela?

Se una persona sta davvero bene, non si lamenta e si gode il momento.

Chi si lamenta tende invece sempre ad essere con la mente altrove, nel passato (una volta sì che si stava bene...), nel futuro (non vedo l'ora che arrivi l'inverno...) o in un altro luogo (vorrei essere dall'altra parte del mondo..).

Lamentarsi vuol dire fare la vittima e questo è un auto-sabotaggio che non permette di concentrarsi sulle soluzioni e sul vivere bene.

Agosto e le vacanze estive sono tra gli esempi più tipici di lamentela collettiva. Ci si lamenta del caldo, del traffico, della calca.

L'errore principale è che non si fa altro che trasferire alle vacanze un pattern mentale e comportamentale che adottiamo tutto l'anno. Si parla in un modo, ma ci si comporta in un altro.

Siamo stanchi del traffico, ma finiamo ancora una volta in mezzo alle macchine.

Vorremo staccare la spina e recuperare, ma scegliamo le spiagge alla moda, i ristoranti chic e le discoteche più frequentate.

Siamo stanchi dei soliti volti, ma ci ritroviamo tra gli ombrelloni o sulle ferrate più note con le stesse identiche persone che vediamo tutti i giorni in città.

Nessuno nega il bello del divertimento, anzi. Ma siamo sicuri che così ci si diverta davvero? Siamo certi che sia questo di cui abbiamo bisogno?

Se vuoi fare la differenza inizia a scegliere qualcosa di diverso. Abbi il coraggio di esplorare e di trovare luoghi e spazi isolati dove puoi davvero stare in compagnia di te stesso e di chi ami. Fai della semplicità la tua alleata in questa ricerca.

FATTI ACCOMPAGNARE NELL'APPRENDIMENTO DELLA MEDITAZIONE!

 

Il guerriero per ritrovare le forze torna sempre al suo accampamento. Non disperde energie fuori dalla battaglia.

E l'accampamento è suo per davvero, un luogo magico e sicuro dove entrano i pochi che sono parte del suo cerchio.

Ognuno ha il suo. 

Il mio luogo magico è una modesta casetta di legno sulle rive di un lago. Lontano da tutto. Stacca la spina tua, ma anche del cellulare e del computer, sparisci dal mondo e dalla rete per un po'.

Diventa introvabile.

Se ti senti perduto devi quantomeno agire e farlo in un modo da introdurre un cambiamento positivo nella tua vita.

Se ti senti smarrito, devi tenere invece conto che non sei solo, che capita a tutti, che ci sono dei motivi perché fai fatica a riconoscerti e ti senti perduto/a.

In questa condizione tendi a sentirti esattamente come se avessi perso una persona che mai.

Il senso di dolore e di smarrimento prima di tutto ti porta a negare lo stato di sofferenza.

Subentra poi una sorta di rabbia e frustrazione, ed è in questo momento che inizia a percepire tutta la negatività attraverso una gamma di emozioni che ti condizionano negli affetti, nel lavoro, nella vita quotidiana.

Pensi che sia un momento, che passerà, che ti senti giù per via di una tristezza che non ti sai spiegare e che speri che vada via, così com'è venuta.

In realtà, quasi sempre, questo stato di cose arriva dopo un lungo periodo di stratificazione, tanto che fai fatica a ricordare quando è iniziato tutto.

Il punto è che percependo questo stato negativo, nel quale ormai non riconosci più te stesso, cominci a diventare pessimista.

È uno stato depressivo che si contorce e si avvolge in sé stesso, generando dubbi e negatività ulteriori.

Solo quando la situazione diventa veramente grave senti il bisogno di fare qualcosa, come staccare, rinunciare, rompere.

È qui che pensi che sia ora di affrontare il problema perché senti la necessità di ritrovarti, dopo mesi, forse anni, in cui sei sentito perduto.

Ma perché questo succede?

Penso che sia normale. In tanti casi la routine quotidiana è fatta di poche cose gratificanti, le sfide sono finite, i momenti di vera gioia ed eccitazione sono soverchiati dalla normalità.

Anziché vivere una vita genuina e serena, stai vivendo un'esistenza oscura e complicata perché non trovi nulla di gratificante.

Può essere che le tue aspettative fossero eccessive, o che non riesci a perdonare a te stesso dei normalissimi errori del passato, non riesci a tagliare i ponti, a superare i rimorsi, probabilmente tutto ciò si riflette sul lato fisico.

Magari hai preso peso, ti senti sempre stanco, hai poca energia e preferiresti startene sul divano a guardare una serie TV e dimenticare.

Ripeto: è normale. Però il tuo corpo, la tua mente, sono predisposti per rispondere. 

  • Anzitutto accetta te stesso. Accetta come sei fatto. Cerca di venire a capo delle tue contraddizioni.

    Non disprezzarti, tutti hanno pregi e difetti, ciascuno è destinato a trovare la propria strada.

    Non puoi passare la tua vita a isolarti rimarcando dei difetti che, nella stragrande maggioranza dei casi, nessuno noterà.
  • Non rinunciare alle ambizioni, non rinunciare al cambiamento.

    Come detto, il nostro corpo e il nostro cervello sono fatti per adattarsi, ma puoi innescare l'adattamento "costringendolo" ad adottare abitudini positive. Inizia a piccoli passi e insegui dei sogni importanti, ma senza strafare. 
  • Cambia stile di vita: se ti senti martoriato dai problemi della vita e ti sembra di non poter fare altrimenti, sappi che c'è sempre una via di uscita - ed è quella di provare a vivere meglio, cambiare stile di vita.

    Nella mia esperienza di medico, tante volte mi è capitato di vedere persone che sono cambiate semplicemente introducendo un'abitudine positiva e semplice come una camminata.
  • Scrivi un diario, scrivilo a mano. Prendi l'abitudine di segnare i progressi, di ipotizzare un percorso, di motivarti con i risultati intermedi, ben sapendo che sei nella strada giusta.

    È un modo semplice e a basso costo di ritrovare autostima e vederti sotto una luce diversa, più positiva.
  • Infine, impara a meditare. La meditazione è una pratica millenaria che ha delle basi scientifiche.

    Può aiutarti ad alleviare lo stress, ad eliminare l'ansia, ad aumentare la concentrazione a lavoro, dandoti la calma necessaria per raggiungere i risultati. E ti può aiutare anche nei rapporti personali.

Insomma, se ti senti perduto, se hai capito che vuoi iniziare a ritrovare te stesso, guarda dentro di te, elimina l'eccesso di critica verso te stesso.

Se non sai come fare puoi seguire il mio corso dedicato alla meditazione. Un primo, decisivo passo verso il cambiamento.

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