Come ritrovare se stessi: la terapia dell'isolamento

Se la tua vita in questo momento non è soddisfacente, probabilmente stai andando incontro a un lungo periodo di riflusso. È come se una lunga fase di bassa marea ti stesse impigliato nelle secche. Cosa puoi fare allora?

Ci si può sentire persi quando letteralmente non si sa più dove andare. Ed è strano perché a leggere del mondo moderno, di tutto quello che ci viene offerto ogni giorno, sembrerebbe che possediamo tante opzioni. 

Ma è evidente che c'è una verità di fondo che spesso non viene menzionata forse per paura di affrontare la realtà.

E la realtà, mi piace ribadirlo, non è né un piano inclinato in cui è facile lasciarsi scivolare, né un piano levigato nel quale non ci sono imperfezioni.

Un'osservazione attenta della superficie rivelerebbe più di un'increspatura. Se questo piano fosse di vetro o di cristallo lo vedresti filato. In alcuni punti sta per cedere. In altri ha già ceduto e ci sono dei buchi un po' ovunque. E il fatto di camminarci sopra è ancora peggio.

Ora, nonostante questo riusciamo ad andare avanti e stare piuttosto in contraddizione con i desideri e e le ambizioni.

Riempiamo i buchi con rattoppi improbabili: cibo spazzatura, bere bevande zuccherate, fumare, esagerare con l'alcol, coltivare relazioni superficiali, impigrirsi davanti alla tv, perdere tempo svolgendo attività infruttuose che non portano nulla, navigare incessantemente su internet alla ricerca di un intrattenimento che non riempirà mai quei buchi.

Cosa fare allora quando ci si sente smarriti?

Probabilmente la soluzione in questi casi è ricorrere a una bussola o almeno a una mappa. Cioè provare a riorganizzare immediatamente le proprie giornate per sconvolgere la routine.

Non è facile naturalmente. Ci sono meccanismi e cattive abitudini amplificati da anni, che sfuggono a una logica razionale. Spesso ci troviamo a rivivere le giornate, più o meno nella solita maniera di sempre e non capire nemmeno perché, nonostante se ne percepisca il disvalore.

Un cervello male abituato finisce per riproporti sempre le stesse soluzioni. Ovviamente sbagliando, perché quello che vorresti è cambiare tutto, non rifare le cose di sempre. In linea di massima non è la volontà a mancare, ma la qualità della tua risposta. Ed è su questo che bisogna inevitabilmente lavorare.

Ognuno di noi ha un suo posto nel mondo, sia metaforico, sia fisico. Nel posto metaforico ci sei tu con la tua personalità, la tua indole, la tua reputazione, i tuoi affetti che dai e che ricevi e ovviamente i tuoi pensieri.

Il posto fisico non sempre corrisponde a casa. A volte è una semplice stanza: un cantuccio dove rifugiarti, stare solo a riflettere, cercando di isolarti da tutto il resto.

Immaginalo come l'accampamento al quale ritorni dopo aver dato battaglia per tutto il giorno. Un letto dove distendere i nervi e riprendere energia.

Un angolo dove far riposare la mente e silenziare la tua propensione alla negatività, al pessimismo, al disfattismo. 

Se tu fossi in grado di isolarti e annullare tutte le influenze esterne, ti accorgeresti che una volta che hai ricaricato le batterie, puoi affrontare il mondo con molto più coraggio, superando tutte le paure.

Isolandoti per un po' capiresti che tante delle cose che ti fanno male, dipendono da situazioni ed eventi che non potrai mai controllare. A dispetto di quello che hai sempre pensato lo stress e l'ansia di cui soffri in maniera quasi cronica, da farti sentire smarrito, sono più il frutto di un tentativo estremo di voler controllare tutto che una conseguenza degli eventi.

Nella mia esperienza ho conosciuto persone che erano così preoccupate del giudizio altrui, da essere diventate incapaci di muovere un passo fuori da casa. Ma ne sono uscite. Non solo in senso metaforico.

Questa capacità di liberarti dai vecchi schemi mentali, è foriera solo di benefici.

E voglio sottolineare che l'isolamento non dev'essere perpetuo. Anzi, dev'essere più che altro periodico. Ogni tanto ti rifugi per ritrovarti e per ricordare a te stesso che stai cambiando e che stai facendo un altro percorso, che non sei più quello di prima e che le ferite che stai subendo si rimargineranno e potrai ricominciare più forte di prima.

Se ti senti perduto devi quantomeno agire e farlo in un modo da introdurre un cambiamento positivo nella tua vita.

Se ti senti smarrito, devi tenere invece conto che non sei solo, che capita a tutti, che ci sono dei motivi perché fai fatica a riconoscerti e ti senti perduto/a.

In questa condizione tendi a sentirti esattamente come se avessi perso una persona che mai.

Il senso di dolore e di smarrimento prima di tutto ti porta a negare lo stato di sofferenza.

Subentra poi una sorta di rabbia e frustrazione, ed è in questo momento che inizia a percepire tutta la negatività attraverso una gamma di emozioni che ti condizionano negli affetti, nel lavoro, nella vita quotidiana.

Pensi che sia un momento, che passerà, che ti senti giù per via di una tristezza che non ti sai spiegare e che speri che vada via, così com'è venuta.

In realtà, quasi sempre, questo stato di cose arriva dopo un lungo periodo di stratificazione, tanto che fai fatica a ricordare quando è iniziato tutto.

Il punto è che percependo questo stato negativo, nel quale ormai non riconosci più te stesso, cominci a diventare pessimista.

È uno stato depressivo che si contorce e si avvolge in sé stesso, generando dubbi e negatività ulteriori.

Solo quando la situazione diventa veramente grave senti il bisogno di fare qualcosa, come staccare, rinunciare, rompere.

È qui che pensi che sia ora di affrontare il problema perché senti la necessità di ritrovarti, dopo mesi, forse anni, in cui sei sentito perduto.

Ma perché questo succede?

Penso che sia normale. In tanti casi la routine quotidiana è fatta di poche cose gratificanti, le sfide sono finite, i momenti di vera gioia ed eccitazione sono soverchiati dalla normalità.

Anziché vivere una vita genuina e serena, stai vivendo un'esistenza oscura e complicata perché non trovi nulla di gratificante. Ed è assurdo tutto ciò visto che probabilmente, durante la giornata, non fai proprio nulla di speciale.

Può essere che le tue aspettative siano eccessive, o che non riesci a perdonare a te stesso dei normalissimi errori del passato, non riesci a tagliare i ponti, a superare i rimorsi, probabilmente tutto ciò si riflette sul lato fisico.

Magari hai preso peso, ti senti sempre stanco, hai poca energia e preferiresti startene sul divano a guardare una serie TV e dimenticare.

Ripeto: è normale. Però il tuo corpo, la tua mente, sono predisposti per rispondere. 

  • Anzitutto accetta te stesso. Accetta come sei fatto. Cerca di venire a capo delle tue contraddizioni.

    Non disprezzarti, tutti hanno pregi e difetti, ciascuno è destinato a trovare la propria strada.

    Non puoi passare la tua vita a isolarti rimarcando dei difetti che, nella stragrande maggioranza dei casi, nessuno noterà.
  • Non rinunciare alle ambizioni, non rinunciare al cambiamento.

    Come detto, il tuo corpo e il tuo cervello sono fatti per adattarsi, ma puoi innescare l'adattamento "costringendolo" ad adottare abitudini positive. Inizia a piccoli passi e insegui dei sogni importanti, ma senza strafare.
  • Cambia stile di vita: se ti senti martoriato dai problemi della vita e ti sembra di non poter fare altrimenti, sappi che c'è sempre una via di uscita - ed è quella di provare a vivere meglio, cambiare stile di vita.

    Nella mia esperienza di medico, tante volte mi è capitato di vedere persone che sono cambiate semplicemente introducendo un'abitudine positiva e semplice come una camminata.
  • Scrivi un diario, scrivilo a mano. Prendi l'abitudine di segnare i progressi, di ipotizzare un percorso, di motivarti con i risultati intermedi, ben sapendo che sei nella strada giusta.

    È un modo semplice e a basso costo di ritrovare autostima e vederti sotto una luce diversa, più positiva.
  • Infine, impara a meditare. La meditazione è una pratica millenaria che ha delle basi scientifiche.

    Può aiutarti ad alleviare lo stress, ad eliminare l'ansia, ad aumentare la concentrazione a lavoro, dandoti la calma necessaria per raggiungere i risultati. E ti può aiutare anche nei rapporti personali.

Insomma, se ti senti perduto, se hai capito che vuoi iniziare a ritrovare te stesso, guarda dentro di te, elimina l'eccesso di critica verso te stesso.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Ex medico degli astronauti, ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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