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Il terzo passo per stare bene: sperimenta il piatto unico

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Con lo schema del piatto unico si fornisce all’organismo tutto ciò di cui ha bisogno per mantenersi in salute.

Non c’è due senza tre. Con un maggior consumo di verdura e frutta e con l’attività fisica, i primi due passi sono stati compiuti nel percorso verso uno stile di vita sano. Ora che il sentiero è già tracciato proseguiamo con il terzo step: sperimentare il piatto unico a pranzo  e magari anche a cena.

Come di consueto, sulla mia pagina Facebook, in un commento di risposta al post dedicato, o sul mio profilo Twitter, potete condividere, usando l’hashtag #buildyourself, la foto di un vostro pranzo o di una vostra cena che rispetti lo schema del piatto unico.

Perché il piatto unico è così importante? Perché ci offre molti vantaggi: i rapporti tra gli alimenti sono corretti, è semplice da utilizzare, basta orientarsi visivamente e non occorre pesare ed è suggerito anche da ricercatori e università di grande prestigio come quella di Harvard che ha contribuito alla sua diffusione.

Seguendo il principio del piatto unico, nei due pasti principali saranno presenti, nelle giuste proporzioni, proteine, verdure e cereali integrali. Le regole da seguire sono:

• il metà piatto fatto di verdure; • 1/4 di cereali integrali; • 1/4 di proteine animali o vegetali. Se, per esempio, a pranzo la parte proteica è costituita dai legumi (proteine vegetali), a cena si possono scegliere le proteine animali della carne, delle uova o del pesce.

Infine, per completare il piatto unico non bisogna dimenticare l’acqua e i “grassi buoni” dell’olio d’oliva.



 

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