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Come allenare la mente per vivere meglio

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Immagina se fosse possibile allenare la tua mente come se fosse un muscolo!

Pensa se fosse possibile condizionarla a tal punto da permetterti di vivere meglio, di percepire meno il peso degli eventi negativi e di trovare sempre la forza per reagire e ripartire.

Non sarebbe bellissimo? Troppo bello per essere vero, dirai tu. E invece le cose stanno proprio così e a confermarlo è la ricerca scientifica.

Il fenomeno viene chiamato neuroplasticità e descrive come il cervello, esattamente come un muscolo, si adatti sul piano anatomico e funzionale agli eventi della vita, alle esperienze ma anche ovviamente al nostro linguaggio e ai pensieri stessi.

Teoricamente il fenomeno non ha limiti: più il cervello viene stimolato in una certa direzione e più esso si adatta perfezionando la sua risposta. I

l problema è che per ottenere questo ci vuole consapevolezza e metodo, due caratteristiche che pochi individui padroneggiano.

Purtroppo, non controllare questi meccanismi non significa che semplicemente essi non avvengono ma che vanno nelle direzioni meno favorevoli sviluppando cioè condizionamenti, credenze limitanti, paure non oggettive e impedendoci di sviluppare la migliore versione di noi stessi. 

Insomma, la nostra mente è plastica e adattabile, ma per sfruttarla davvero al meglio dobbiamo conoscere molto meglio i suoi meccanismi.

La salute della mente dipende da fattori fisici e psicologici

Con il termine mente tendiamo a descrivere le funzioni complesse del cervello che a sua volta viene considerato l’organo ossia la struttura anatomica che dà vita alla mente.

La scienza non è ancora riuscita a dare spiegazioni complete alle innumerevoli funzioni della nostra mente. Una cosa però è chiara: la sua funzionalità ottimale dipende da fattori fisici o fisiologici e da fattori psicologici.

La salute del corpo è connessa a quella del cervello da cui dipendono le funzioni della mente. Non esistono confini netti tra i vari distretti.

Una circolazione poco efficace per esempio compromette la fisiologia del cervello.

Una nutrizione inadeguata e malsana compromette la fornitura di energia al cervello e lo danneggia attraverso meccanismi come lo stress ossidativo e la glicazione (legame degli zuccheri alle strutture proteiche cerebrali). 

Al contrario un’alimentazione sana protegge i neuroni e li aiuta a rigenerarsi così come una pratica regolare di attività fisica.

La meditazione influisce sul livello di attività del cervello e sulla tipologia di onde cerebrali prevalenti ma con il tempo finisce con permettere anche una variazione in positivo di tratti più profondi della funzionalità mentale inducendo calma, gratitudine, accettazione e una visione meno angosciata della propria esistenza.

Lo stato emotivo in cui ci troviamo, i valori, le credenze e i bisogni profondi che ognuno di noi ha, influenzano direttamente la funzionalità della mente e la qualità dei risultati che otteniamo con le nostre azioni.

Uno stato negativo, diffidente, una serie di credenze limitanti e bisogni profondi in conflitto tra loro, portano inevitabilmente a scarsi livelli di prestazione.

Ma anche su questi fattori si può intervenire modificandoli in positivo.

Lavorare per esempio sulla postura cambia in pochi istanti il nostro stato emotivo da timoroso e insicuro a coraggioso e forte.

Intervenire sul fuoco dell’attenzione sforzandosi di spostarla da quello che manca a quello che abbiamo ci permette di valutare in modo diverso lo stato delle cose.

E infine correggere il linguaggio e l’autodialogo contribuisce a variare gli stimoli che diamo al cervello e la tipologia di adattamento neuroplastico che generiamo.

Come il benessere fisico influenza quello psicologico

Come sottolineato prima, le varie componenti della nostra funzionalità non sono suddivise e distinte ma funzionano in modo integrato. Per questo il benessere psicologico dipende in modo diretto dalla salute e dal benessere fisico.

Numerose ricerche hanno dimostrato quanto per esempio l’attività fisica sia fondamentale per la salute emotiva e possa persino essere vista come una forma di terapia per la depressione.

Oltre allo sport, alcune attività possono contribuire a ottimizzare la relazione tra mente e corpo: dormire bene almeno 7-8 ore per notte, imparare una nuova lingua, limitare al minimo attività di puro intrattenimento e distrazione, ridurre l’uso di computer, videogiochi, telefonini sono tutti esempi di scelte che possono contribuire a migliorare la funzionalità della mente. 

A volte le strategie che proviamo ad avviare per risolvere i problemi possono essere le peggiori trappole.

Spesso accade che una determinata strategia abbia portato a dei risultati apparentemente positivi e proprio per questo proviamo ad applicare lo stesso comportamento in situazioni che reputiamo simili.

Questa generalizzazione peggiora la nostra capacità di analisi e finiamo con usare strumenti che sono inadeguati per risolvere davvero i problemi.

È più logico e strategico variare gli approcci, provarli e, se non funzionano, aggiustare il tiro. Il cervello in questo modo rimane focalizzato sul trovare la soluzione migliore invece che nel ripetere gesti inadeguati solo perché sono conosciuti.

Attenzione però.

Esiste anche il rischio di essere eccessivamente severi con sé stessi e di non accorgersi, per questo, nemmeno dei passi avanti che si fanno.

Molto spesso le persone diventano talmente esigenti con sé stessi che qualsiasi azione diventa insufficiente per appagare il loro desiderio di perfezione.

Questo è un errore perché dobbiamo invece rafforzarci notando ogni piccolo cambiamento positivo.

La forza dell’autodialogo positivo

Una manifestazione concreta dell’essere troppo esigenti e severi con sé stessi è a livello dell’autodialogo.

Moltissime persone hanno un dialogo duro, fatto di parole di critica e giudizio costante nei propri confronti.

Questo diventa il terreno emotivo in cui si svolge la vita con influenze negative sul cervello e sulla mente

Imparare ad accettarsi per quello che si è

Migliorarsi non significa non accettare sé stessi. Al contrario vuol dire apprezzarsi a tal punto da vedere le aree che necessitano di ulteriore miglioramento senza per questo rendere negativo il giudizio complessivo che si dà a sé stessi.

Occorre tenere presente che il nostro benessere dipende in larga misura dal giudizio che diamo a noi stessi ogni istante della nostra vita.

Molto spesso i pensieri negativi nascono dal giudizio che diamo a noi stessi e si estendono ad altre aree della nostra vita e ai rapporti con gli altri.

Rafforzare la propria autostima è quindi un aspetto importante di qualsiasi approccio di miglioramento della prestazione e di crescita personale.

Per ottimizzare la propria prestazione, allenare la mente e vivere meglio è fondamentale imparare a riconoscere rapidamente il proprio stato emotivo e imparare a gestirlo bilanciandone gli eccessi con il pensiero razionale.

Anche in questo caso è necessario aumentare il livello di consapevolezza e rendersi conto rapidamente dello stato emotivo che si sta vivendo.

Rabbia, dolore, paura, frustrazione possono essere osservate, accettate e poi trasformate invece che subite

Pratica la gratitudine, può aiutarti in ogni direzione

Uno degli stati emotivi che aiuta a liberarsi di emozioni negative è la gratitudine. Essere grati verso sé stessi, la vita, gli altri, l’universo, Dio è un modo molto efficace di liberarsi di stati emotivi negativi e di rafforzare l’autostima.

La gratitudine non è qualcosa di oggettivo e di impossibile in determinate condizioni. Si tratta di una prospettiva che può essere sempre adottata, anche quando le condizioni oggettive appaiono del tutto negative.

Sfrutta le capacità del tuo cervello

La neuroplasticità è il fenomeno che spiega come il cervello rimanga adattabile nel corso della vita.

Sta a noi quindi guidarlo nella direzione che più desideriamo oppure di lasciarlo nel caos di emozioni prevalentemente negative.

Il nostro percorso di esseri umani dovrebbe essere di crescita, di apertura e di maggiore responsabilizzazione nei confronti di chi siamo e di come vogliamo vivere la nostra vita.

Il corpo ce lo permette, il cervello ci segue ma da dove iniziare?

La meditazione è uno strumento potente per indurre una neuroplasticità ottimale nel cervello e quindi allenare la mente per vivere meglio.

Imparare è meno difficile di quello che pensi; ancora di meno con il video corso "Impara a Meditare".

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